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Vertenza Leonardo, «C’è bisogno di una strategia globale»

Raffaele Bagnardi, già sindaco di Grottaglie

GROTTAGLIE – «A Grottaglie, nel biennio 2022/2023, fino a 1000 lavoratori diretti sono a rischio di “compensazioni territoriali” (dislocazioni) e circa 400 lavoratori dell’indotto (tra cui anche personale brindisino) sono addirittura a rischio di licenziamento». Raffaele Bagnardi, già sindaco di Grottaglie, rilancia l’allarme sulle non rosee prospettive che incombono sul territorio tarantino, e in particolare su quello grottagliese, a causa della controversa vicenda Leonardo. Già all’indomani della chiusura dell’accordo sindacale del 18 gennaio, Bagnardi aveva offerto una lettura critica delle proiezioni di quella intesa sul fronte produttivo e occupazionale.

«La vertenza sociale sul Lavoro, esplosa qualche mese fa con il caso “Leonardo – Divisione Aerostrutture” – osserva oggi l’ex sindaco – è stata rapidamente portata a trattativa dietro la decisa spinta dei sindacati aziendali, ma è adesso diventata una pressante e inderogabile istanza che viene dai territori e, in particolare, emerge con forza nei Comuni di Brindisi e di Grottaglie. La novità è proprio questa. Le comunità locali, senza più indugiare, hanno voluto affrontare la crisi in modo immediato e diretto. E la Città di Brindisi è scesa, per prima, in piazza. Anche perché certa altra politica istituzionale ha dato l’impressione di non aver ancora compreso appieno tutti i precipui e gli urgenti risvolti della questione, sia quelli economici sia quelli occupazionali. Così, la vertenza stessa si è autonomamente estesa, fino a raggiungere e coinvolgere tutto l’indotto industriale, i fornitori e i collegati servizi reali di settore».

«Questa vertenza – afferma Bagnardi – deve trasformarsi in una vera e propria vertenza del lavoro che deve vedere protagoniste le istituzioni. C’è un precedente sovrapponibile: negli anni dal 2003 al 2005, Grottaglie e Brindisi insieme riuscirono a risolvere in modo brillante la crisi Atithec (Alitalia). Fu appunto la stretta collaborazione istituzionale, concertata tra i due Comuni e la Regione Puglia, che, attraverso i Tavoli ministeriali del Governo, salvò molti posti di lavoro (circa 200) e garantì ai dipendenti e alle imprese una prospettiva di lungo termine, innovativa, concreta e globale. Anche oggi sarebbero auspicabili, se non addirittura necessarie, una tale convergenza politica e una sì forte unità di intenti». Come allora, anche questa volta, quindi, la vertenza deve planare sui tavoli governativi. «Apriamo unan nuova stagione del distretto dell’aeronautica», è l’appello di Bagnardi, che auspica un coinvolgimento territoriale ampio su questa vicenda: «In questo panorama rimane attuale una prospettiva assolutamente strategica, cioè la costruzione di un asse tecnologico tra gli Stabilimenti di Grottaglie e di Pomigliano. Con lo scopo di integrare le due eccellenze industriali del Meridionali, legate rispettivanente alle lavorazioni aereonautiche dei “materiali compositi” e alle lavorazioni dei “materiali leggeri”.

Tanto da garantire una competitiva copertura soprattutto sui mercati in espansione dei velivoli a “fusoliera larga” e forse anche di quelli a “decollo verticale e corto”». Bagnardi avanza appunto due proposte concretamente realizzabili: «Nell’immediato, la concertazione tra Grottaglie e Brindisi; l’asse tecnologico tra Grottaglie e Pomigliano, per il futuro. La politica deve capire che bisogna puntare su strategie globali, altrimenti si corre il rischio di una desertificazione industriale proprio in un settore innovativo come questo».