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La Puglia resta sempre in testa alla classifica nazionale per la vaccinazione della fascia 5-11 anni

Emergenza coronavirus

I numeri dimostrano che la forza della pandemia fa ancora paura. Si diffonde, il Covid, ed uccide ancora. Nelle ultime 24 ore in Puglia sono stati effettuati 56.629 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 9.289 casi positivi, così suddivisi: 2.603 in provincia di Bari, 735 nella provincia Bat, 763 in provincia di Brindisi, 1.465 in provincia di Foggia, 2.438 in provincia di Lecce, 1.199 in provincia di Taranto, 55 casi di residenti fuori regione, 31 casi di provincia in definizione. Sono stati registrati 33 decessi, di cui 20 relativi alle ultime 24 ore e 11 riferiti ai giorni precedenti. I casi attualmente positivi sono 104.866; 732 sono le persone ricoverate in area non critica, 67 sono in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 8.107.821 test; 654.782 sono i casi positivi; 542.561 sono i pazienti guariti; 7.355 sono le persone decedute. I casi positivi sono così suddivisi: 221.792 nella provincia di Bari; 66.568 nella provincia Bat; 61.316 nella provincia di Brindisi; 102.061 nella provincia di Foggia; 106.326 nella provincia di Lecce; 89.788 nella provincia di Taranto; 4.794 attribuiti a residenti fuori regione; 2.137 di provincia in definizione.

La Puglia resta sempre in testa alla classifica nazionale per la vaccinazione della fascia 5-11 anni, con il 49,9%, 15,8 punti sopra la media nazionale che invece è del 34,1%. Il 32% della fascia in età pediatrica ha già ricevuto la seconda dose. La terza dose/richiamo per l’intera popolazione pugliese dai 12 anni in su sale come copertura al 69% (+4% della media nazionale). Continua la campagna vaccinale nella provincia di Taranto: nella giornata di lunedì 7 febbraio sono state registrate oltre 2.500 dosi totali di vaccino somministrate, delle quali 275 prime dosi, di cui 162 pediatriche, 830 seconde dosi, di cui 360 pediatriche, e 1.412 richiami. In particolare, 350 dosi presso l’Arsenale della Marina Militare, 443 dosi presso l’hub alla Svam a Taranto, 145 dosi a Martina Franca, 230 a Grottaglie e 230 a Massafra. Inoltre, 407 dosi negli ambulatori dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, 32 dosi a domicilio per pazienti fragili, 679 dosi nelle farmacie abilitate. Intanto, sono cambiate e continuano a cambiare misure e regole anti covid.

Da lunedì 7 febbraio, sono entrate in vigore le novità previste dal decreto approvato lo scorso 2 febbraio per gli studenti. Il certificato verde è diventato sempre più necessario, visto che va esibito anche negli uffici postali, in banca o dal tabaccaio per comprare le sigarette. E dal 15 febbraio la versione rafforzata sarà indispensabile per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età che accederanno ai luoghi di lavoro. L’ultima novità riguarda le mascherine all’aperto. Secondo quanto annunciato dal sottosegretario alla salute Andrea Costa dall’11 febbraio non saranno più obbligatorie in tutta Italia, indipendentemente dal colore della zona. Il 31 dicembre l’esecutivo ha deciso di prorogare per altri 10 giorni la misura dell’obbligo. L’ordinanza scade il 10 febbraio: stando a quanto dichiarato da Costa non sarà quindi riconfermata. “Sono certo che dall’11 di febbraio” in Italia “cadrà l’obbligo di mascherina all’aperto non solo per le zone bianche, ma per l’intero Paese e questo potrà essere un primo segnale di ripartenza, di fiducia e di speranza”, ha affermato Costa aggiungendo: “Questa è una discussione che sta avvenendo in queste ore e ho motivi per dire che si possa andare in questa direzione. Quindi quello che esprimo mi auguro che sia la posizione del Governo. Bisogna ripartire e intanto ripartiamo dal togliere le mascherine all’aperto indipendentemente dai colori delle varie regioni”.

Costa ha parlato anche dello stato d’emergenza: “L’obiettivo del governo è che non venga prorogato dopo il 31 marzo e confido che ci siano le condizioni per non prorogarlo”. Quanto al Green pass, indica una possibile data di progressivo allentamento da metà marzo. “Faccio un ragionamento semplice e di buon senso”, ha spiegato: “Il Green pass è stato molto utile per incentivare la vaccinazione e allora dobbiamo tenere presente che è fondamentale somministrare la terza dose perché è quella che ci protegge maggiormente dalle conseguenze gravi dalla malattia. E allora – ha detto Costa – se consideriamo che nel nostro Paese circa 48 milioni di cittadini sono vaccinati e 35 milioni hanno ricevuto la dose booster, significa che abbiamo circa 13 milioni di dosi da somministrare”. “Se procediamo con questo ritmo – ha sottolineato – è facile pensare che per metà marzo avremo completato la dose booster a 48 milioni di concittadini. Da lì sicuramente inizierà una nuova fase e, così come abbiamo introdotto gradualmente le restrizioni, con la solita gradualità inizieremo un allentamento delle misure”. Entrate in vigore anche le novità per la scuola previste dal decreto approvato lo scorso 2 febbraio. Dall’1 febbraio il Green pass – che si ottiene con il vaccino, se si è guariti dal Covid ma anche con un tampone negativo effettuato 48 ore prima se antigenico o 72 ore se rapido – è necessario anche per andare negli uffici postali, in banca o dal tabaccaio per comprare le sigarette. E’ inoltre inoltre necessario per entrare negli uffici pubblici, negli uffici finanziari e nelle attività commerciali (ossia i negozi).

Ma le esigenze alimentari e di prima necessità, sanitarie, di sicurezza e di giustizia saranno sempre garantite – andare in una caserma, ad esempio, per sporgere denuncia – senza bisogno di esibire il certificato verde. Il Green pass non serve dunque per entrare in tutti i negozi che vendono in prevalenza prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari). Libero anche l’accesso ai mercati all’aperto, nei negozi per il commercio al dettaglio di prodotti surgelati. Il governo ha chiarito che l’accesso libero a tutti questi “esercizi commerciali consente l’acquisto di qualsiasi tipo di merce, anche se non legata al soddisfacimento delle esigenze essenziali e primarie”. Anche le esigenze di sicurezza e di giustizia saranno sempre garantite – andare in una caserma, ad esempio, per sporgere denuncia – senza bisogno di esibire il certificato verde. Per le persone che accedono senza Green pass ai servizi e alle attività in cui è obbligatorio averlo, è prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro.

La stessa sanzione si applica al soggetto tenuto a controllare il possesso del Green pass se omette il controllo. Sempre dall’1 febbraio sono scattate le sanzioni per tutti gli over 50 (salvo chi ne è esentato per motivi di salute) che non sono vaccinati contro il covid: per tutti coloro che non sono in regola con l’obbligo vaccinale, infatti, è prevista una sanzione di 100 euro una tantum. Quanto alla quarantena è stata ridotta a 5 giorni per i non vaccinati e per chi non ha completato il ciclo vaccinale contro il covid in caso di contatto stretto con una persona positiva. La fine della quarantena è condizionata all’esito negativo di un test rapido o molecolare dopo i 5 giorni ed è obbligatorio indossare la mascherina Ffp2 anche per i 5 giorni successivi. Per coloro che hanno ricevuto la dose booster o che hanno completato il ciclo vaccinale primario entro 120 giorni, che sono guariti entro 120 giorni o che sono guariti dopo il completamento del ciclo primario se asintomatici, c’è solo l’autosorveglianza di cinque giorni e l’obbligo di indossare la mascherina Fffp2 per dieci giorni in tutto.