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Il vento spazza via alberi e pali della luce

Il vento spazza via alberi e pali della luce

Paura e disagi a Taranto e provincia per le forti raffiche di vento. Gran lavoro per i vigili del fuoco tra lunedì e martedì per alberi abbattuti e finiti sulla sede stradale e per pali dell’illuminazione e della segnaletica stradale divelti. Una cinquantina gli interventi tra il capoluogo jonico ed entrambi i versanti della provincia. Le raffiche di vento che hanno raggiunto i 50 chilometri orari hanno creato problemi ad alcuni ponteggi dei cantieri edili. Nel capoluogo la pensilina di uno stabile ha rischiato di staccarsi e di finire sulla strada mentre un palo della segnaletica è finito su una macchina. Diversi i palazzi dai quali si sono staccati calcinacci. Per fortuna non si sono registrati feriti. E a proposito degli alberi che vengono abbattuti dal forte vento c’è da dire che la mancanza di manutenzione del verde pubblico ha richiesto nel 2021, l’intervento dei vigili del fuoco in Puglia per ben 2322 emergenze ( Taranto è al primo posto con 553). E’ ciò che emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia, sulla base del rapporto 2021 dei Vigili del Fuoco, in occasione delle tempeste di vento che hanno investito le città pugliesi. L’aumento del 29% delle bufere di vento nell’ultimo anno rilevata dalla Coldiretti su dati ESWD si è incrociata con la riduzione della manutenzione del verde pubblico a causa della pandemia Covid con un aumento di quasi il 5% di alberi a rischio rispetto alla media dei due anni precedenti. “E’ stato record di eventi estremi in Puglia nel 2021 con 16 tornado, 40 grandinate violente e 18 nubifragi, con la siccità perdurante per 4 mesi e il caldo africano – sottolinea Coldiretti Puglia – che hanno inciso su piante e alberi, che spesso cedono per la mancata manutenzione.

“Considerando il numero di interventi ogni 10mila abitanti, la Puglia conta una media di 5,8 interventi dei vigili del fuoco. Le piante – continua Coldiretti – cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze per un corretto sviluppo delle radici, sul quale pesa soprattutto la mancanza di manutenzione adeguata con potature eseguite senza la necessaria professionalità. Ma i cambiamenti climatici hanno anche favorito la proliferazione di parassiti spesso arrivati dall’estero che ha conseguenze catastrofiche sul verde, ma anche sulla sicurezza, con problemi di stabilità degli alberi. Una situazione sulla quale occorre intervenire con una gestione professionale, che preveda il ricorso alla figura del manutentore del verde con idonea qualifica, anche attraverso la rivalutazione del ruolo degli agricoltori così come previsto dalla legge di orientamento che consente ai Comuni di delegare la manutenzione agli imprenditori agricoli ed evitare così una gestione improvvisata che mette in pericolo i cittadini”.