Musica cristiana, al Festival, affermazione delle tarantine Dajana e Daniela “d’Anì”

Prestigiose affermazioni delle cantanti tarantine Dajana e di Daniela “d’Anì” Donatone al Festival della musica cristiana di Sanremo, svoltosi proprio in coincidenza con il più famoso festival della canzone italiana, con un ampio consenso della vasta platea di spettatori che ha seguito in presenza e attraverso le varie dirette televisive, radiofoniche e sui social. Per tre giorni 24 artisti di musica religiosa hanno calcato il palco dell’auditorium di Villa Santa Clotilde, dell’Opera don Orione, proponendo testi di carattere religioso attraverso gli stili più diversi: dal pop, al rock, al rap, passando per la musica corale e lirica.

Il tutto, con la conduzione di Fabrizio Venturi (che è anche il direttore artistico della manifestazione) e Valentina Spampinato, affiancati da DJ Mitch di Radio 105 e dall’attrice Marta Bucciarelli. Il primo posto, assegnato dalla giuria presieduta dal produttore discografico Gianni Testa, è andato alla canzone “Vale la pena” eseguita dal brasiliano fra Vinicius Sotocorno (della comunità “Copiosa Redenzione” di Caltanissetta), scelta non solo per i contenuti, ma anche e soprattutto tenendo conto della prospettiva di dar corso a una produzione discografica che possa avere il dovuto impatto sul pubblico. Alla tarantina Dajana la giuria ha assegnato il prestigioso riconoscimento per il miglior testodel brano “Padre Nostro”, eseguito assieme ad Erminio Sinni, vincitore del talent show The voice senior del 2020. Formatasi al Cet di Mogol e con un passato di cantante jazz, Dajana (D’Ippolito il suo cognome), 40 anni, figura fra gli interpreti più conosciuti in questo genere musicale, cui è giunta dopo una particolare esperienza di fede. Ciò ha permesso all’artista di raggiungere la completa consapevolezza del talento ricevuto, quale dono grande di Dio, facendo scaturire la decisione di intraprendere un percorso artistico di musica sacra e liturgica.

“La canzone con cui ho preso parte al Festival – racconta Dajana – è nata in una notte di novembre in cui ero al piano. Lì è nato l’incipit. Poi con la collaborazione di Eugenio Valente e di Erminio Sinni, il brano ha preso forma ma la musica da un po’ era dentro di me”. Il quarto posto nella speciale classifica di preferenze attraverso i social (il dieci per cento del totale) è stato appannaggio di Daniela “d’Anì” Donatone, anche lei 40enne come Dajana, con il brano di sua composizione “A mezzo fiato”. Accompagnandosi con il violoncello, la cantante sul palco haraccontato (sono le sue parole) “l’intensità di una preghiera profonda, taciuta o urlata, fatta con tutta l’anima, con l’ultimo fiato che resta”. Daniela, che frequenta la parrocchia di Sant’Egidio a Tramontone di cui segue il coro dei ragazzi, ama soffermarsi nelle sue composizioni sulla bellezza del Creato che parla tanto dell’amore di Dio per noi, che si manifesta anche attraverso le piccole cose. “’A mezzo fiato’ – spiega Daniela, che, oltre ad aver studiato al conservatorio Paisiello, è anche laureata in Architettura – è nata a seguito di una preghiera silenziosa, in un momento di forte ricerca interiore. Ho scritto il testo quasi di getto, musicandolo nel frattempo al pianoforte”. Al suo attivo è la raccolta di brani è intitolata “La parte più bella di me”, presentata al ;Museo diocesano nel 2019. Attualmente la cantante sta ultimando un lavoro complesso, consistente in un libro, un racconto musicale e uno spettacolo sul medesimo tema: la vita delle persone e le conseguenze delle scelte sul piano relazionale. “Il titolo? – conclude – Lo sto valutando, così come la data dell’uscita e della rappresentazione teatrale, che non è lontana”.

Angelo Diofano

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