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“Regione testarda, il caso emblematico dell’aeroporto di Grottaglie”

“Un'altra stagione, l’ennesima occasione di svolta per un settore vitale per la nostra regione, come il turismo, è volata via inutilmente, tra sprechi e decisioni incomprensibili”.

Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, è critico nei confronti della politica messa in atto per la gestione di Aeroporti di Puglia, che “continua a tenere inermi due scali dalle enormi potenzialità come Grottaglie e Foggia, il primo punto di riferimento per l’intero arco ionico, dal Salento alla Calabria settentrionale, oltre che l’unico in grado di garantire decollo e atterraggio di aerei di grosse dimensioni come i Jumbo, il secondo scalo strategico per il turismo religioso e del Gargano in generale, oltre che possibile approdo di viaggiatori provenienti da Molise, Basilicata e Campania”.

“La testardaggine della Regione e di Aeroporti di Puglia – prosegue Pugliese – nel non voler mettere a sistema i quattro aeroporti sul territorio, non solo è controproducente per le aziende che agiscono in Puglia in settori come turismo, ma anche commercio e industria, ma anche dannoso economicamente, in quanto gli scali di Grottaglie e di Foggia producono comunque costi quotidiani non ammortizzabili. Inoltre, è bene ricordare che lo scorso aprile, la Regione Puglia, con il presidente della giunta in testa, aveva annunciato il piano cargo per l’aeroporto di Grottaglie, con i lavori che sarebbero dovuti scattare in giugno: ebbene, siamo ormai a settembre e dell’ormai famoso servizio cargo, da anni decantato con la frequenza di un disco rotto, neanche l’ombra”.

A proposito di sprechi, Pugliese ricorda che “per ovviare alla chiusura dei due aeroporti, Regione e AdP hanno pensato bene di attivare un servizio bus che si è rivelato non solo un fallimento, con una media di un passeggero a corsa, ma anche una presa in giro per gli operatori delle due province e per i passeggeri, che ovviamente non hanno riscontrato alcun giovamento da tale servizio. Va da sé che raggiungere destinazioni relativamente vicine come Roma con mezzi propri è ben più conveniente ed economico di un viaggio in aereo seguito da un trasferimento in bus”.

“Ma il caso dei bus – continua Pugliese – fa il paio con altre decisioni a dir poco assurde e con sprechi di ogni genere che hanno caratterizzato la gestione aeroportuale in questi anni. Basti ricordare i 12 milioni di euro che la Regione Puglia, unica in Italia anche nella propria capacità di socializzare i debiti e privatizzare gli utili, elargisce a Ryanair, ottenendo in cambio, come dimostrano i numeri, più che una promozione del territorio, flussi in uscita di turismo che abbattono ulteriormente le speranze degli operatori turistici locali. Per tacere degli emolumenti e dei bonus vari di cui gode la dirigenza di AdP: dieci dirigenti percepiscono il 70% dell’intero monte salari, il che è tutto dire”.

“E’ giunta l’ora – conclude il Segretario della UIL regionale – di iniziare a progettare un futuro, per gli aeroporti pugliesi, che si basi su una logica di interesse per il territorio, non solo a cavallo delle competizioni elettorali, quando improvvisamente si rendono pubbliche le questioni che riguardano qualcuno che fino a poco tempo addietro era dirigente di Aeroporti di Puglia”.

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