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La Consulta ha pensato a Torre Blandamura. Va protetta

La Consulta ha pensato a Torre Blandamura. Va protetta

La protezione del paesaggio, la conservazione dei beni culturali ambientali sono il presupposto per la ricchezza delle nostre terre, sono il valore aggiunto di una Nazione. Cultura e, sotto forma poi della fruizione di questi beni cultural/ambientali, anche un turismo sano e consapevole. È quello che si può definire in termini anche economici il futuro che potrà dare alle future generazioni una prospettiva migliore rispetto a quelle precedenti. Nella nostra Taranto, nel nostro territorio, già martoriato per notissime questioni che tutti conoscono, ora si aggiunge la demolizione ambientale di un luogo di assoluto valore paesistico, Torre Blandamura. Una protesta – o si potrebbe dire più proteste – si sono levate giustamente contro il progetto di costruire un porticciolo turistico (si dovrebbe dire il solito porticciolo turistico) concedendo al cemento la bellissima località ed in più regalando un largo tratto di mare antistante. Nell’ultimo sit in, organizzato qualche giorno fa a Taranto, le proteste di Legambiente, di altre associazioni, di semplici cittadini, hanno dato voce ai desideri di fermare questo scempio.

Tre associazioni, Il Gruppo Taranto, Italia Nostra, Comitato Qualità della vita, hanno diffuso un volantino dal titolo “Nessuno tocchi Torre Blandamura” che qui riportiamo integralmente: “Nell’agosto del 1987 l’associazione culturale Gruppo Taranto organizzò un comitato cittadino e per alcuni giorni occupò la zona di Torre Blandamura per fermare le mire indecenti di chi voleva realizzare in questo splendido luogo il solito … porticciolo turistico. / Dopo una decina d’anni altre attività ambientaliste fermarono il nuovo progetto, ed alcuni interventi delle istituzioni. Una sinergia doverosa. / Ancora una decina d’anni fa l’intervento di Lega Ambiente e dell’opinione pubblica rallentò, quasi fermò il progetto. E di recente il Comitato. / Niente da fare. Il Comune di Taranto ha di fatto consentito che la ditta di costruzione si impadronisse del territorio per cementificare con opere a terra, e in concessione un largo tratto di mare antistante, che verrà cementificato per i posti barca. / La pineta presto sarà stravolta. // Tutto questo mentre il Senato sta per approvare la Riforma Costituzionale che “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.” // Vergogna! // Fermiamo questo scempio, fermiamo l’inciviltà” Quello che viene riportato sul volantino, riguardo la Costituzione, ha trovato in questi giorni la totale approvazione della Legge Costituzionale, che recita appunto le parole inserite nel volantino. Ora si è in attesa delle normative attuative di questa nuova norma costituzionale.

Ma è possibile che in presenza di una legge costituzionale in materia si debba procedere a operazioni che sotto ogni evidenza contrastano con la legge medesima? Occorre che le autorità competenti pensino ad una moratoria, in questo come nei casi consimili, perché non si facciano dei danni definitivi e irreparabili all’ambiente ”nell’interesse delle future generazioni”, sottolinea la nuova norma (ricordando una massima di assoluto valore che in questi quarant’anni abbiamo spesso affermata, che “l’ambiente ci è dato in prestito dai nostri figli”. Un concetto da far proprio e rispettare.

Aldo Perrone