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Morte all’Afo 4, slitta decisione sulla perizia

Un altoforno ex Ilva

Slitta l’attesa decisione del giudice sulla perizia sull’Afo 4 nel processo sull’infortunio in Ilva costato la vita all’operaio Giacomo Campo il 17 settembre del 2016. L’udienza, fissata per il 22 febbraio, è stata rinviata al 17 maggio, a quanto pare per un caso di Covid. Secondo il calendario previsto nell’udienza di fine ottobre dello scorso anno, il giudice monocratico del Tribunale, Luana Loscanna, avrebbe dovuto sciogliere la riserva sull’eccezione di nullità sollevata dal difensore di uno dei nove imputati, l’avvocato Michele Rossetti, che assiste il capo squadra dell’azienda dell’appalto in cui lavorava la vittima.

L’avvocato Rossetti ha messo in discussione la perizia tecnica sull’incidente al siderurgico sulla scorta dell’esito di un’inchiesta della Procura di Potenza sulla Procura di Taranto e, in particolare, sulla nomina del perito dei magistrati tarantini, un ingegnere e docente del Politecnico di Torino, Massimo Sorli. Il perito era stato nominato dalla Procura del capoluogo jonico per fare luce sulla dinamica dell’incidente. Ma sulla nomina o meglio su presunti retroscena relativi alla nomina si sono concentrate le attenzioni del procuratore capo di Potenza Francesco Curcio e dei sostituti che lo affiancano nell’indagine Giuseppe Borriello e Anna Piccininni. Secondo i magistrati inquirenti l’ingegnere che, è bene precisarlo, non è indagato, sarebbe stato individuato attraverso una consulente ambientale dell’Ilva all’epoca dei fatti contestati. Inoltre, sempre secondo le ipotesi degli inquirenti, l’ingegnere sarebbe giunto a Taranto con un biglietto di aereo che sarebbe stato pagato da una persona ritenuta un prestanome dell’avvocato Piero Amara, all’epoca consulente della gestione commissariale del siderurgico. Dopo l’infortunio l’altoforno 4 l’Ilva viveva un momento particolarmente delicato in quanto l’impianto era finito sotto sequestro proprio mentre era in corso la vendita ad Arcelor Mittal dello stabilimento che per di più, a causa delle varie vicende giudiziarie, marciava con due altiforni.

Quindi per l’azienda c’era l’urgenza di accelerare i tempi degli accertamenti e di sbloccare la situazione per far ripartire la produzione nel più breve tempo possibile. La delicatezza di quel momento è stata anche riferita ai magistrati di Potenza da Nicola Nicoletti, il braccio destro del commissario straordinario nominato dal governo, Enrico Laghi, e consulente dei commissari. Ma quella nomina per il difensore del capo squadra della ditta dell’appalto non sarebbe stata lineare. Sull’eccezione di nullità la decisione il 17 maggio.