x

x

Mense ospedaliere, Usb: «Anche l’Asl esprime preoccupazione»

Mense ospedaliere, Usb: «Anche l’Asl esprime preoccupazione»

La convocazione dell’incontro tenuto nella mattinata di venerdì presso la sede dell’Asl di Taranto è arrivata dopo un paio di ore dall’inizio del volantinaggio organizzato dall’Unione Sindacale di Base nei pressi dell’ospedale Ss. Annunziata, per ribadire «la netta contrarietà del sindacato al bando di gara di InnovaPuglia relativo all’affidamento del servizio delle mense negli ospedali e in altre strutture sanitarie». «L’incontro con il direttore generale Colacicco, alla presenza del direttore amministrativo e del direttore sanitario, ha assunto sin da subito toni piuttosto franchi – si legge in una nota di Francesco Marchese, Usb Taranto – Abbiamo dunque saputo che i nostri timori di un peggioramento della qualità del servizio, come diretta conseguenza di questo bando, sono ampiamente condivisi dalla direzione Asl.

Si va verso la standardizzazione del servizio di preparazione dei pasti destinati ai pazienti, che verrà fatta in pochissimi centri cottura, sei in tutta la regione. Un’impostazione della ristorazione ospedaliera che va nella direzione opposta a quella dell’umanizzazione e della personalizzazione del servizio, utile dal punto di vista sanitario, alla cura del malato. A questo si aggiunge la particolarità del territorio jonico, dove è in avanzata fase di costruzione l’ospedale San Cataldo, per il quale è appunto previsto un centro cottura dei pasti che dovrebbe dunque servire tutta la provincia di Taranto. La preoccupazione dell’Asl è anche relativa al modo in cui questo si andrà a raccordare con l’impostazione del bando. Ovviamente ciò comporta conseguenze negative sull’occupazione degli operatori che rischiano la precarizzazione, se non addirittura la perdita del posto di lavoro. Abbiamo dunque riscontrato per ora una unità di intenti con la direzione generale dell’Asl». «Ora si attende l’incontro del 3 marzo con l’assessore regionale al lavoro Sebastiano Leo. Continueremo – conclude l’Usb di Taranto – con la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori fino al coinvolgimento di tutta la cittadinanza, destinatario finale del servizio, e delle associazioni sensibili al problema».