Tra crolli e degrado: così muore la città vecchia. Le foto

Via Duomo, nei pressi di un noto hotel. Un altro crollo, segnalato da un nostro lettore. Lì vicino, ci dice, anche “un solaio che può cadere da un momento all’ altro, e non si è ancora visto nessuno per intervenire”. Solo poche ore prima, la caduta di una soletta di un balcone e, in precedenza, di alcuni calcinacci.

Quindi, le dichiarazioni di inagibilità, gli sgomberi.

Ecco come muore quello che potrebbe essere uno dei centri storici più belli del Mezzogiorno. Morte annunciata, in realtà. Perchè tutti sanno che la città vecchia di Taranto sta letteralmente cadendo a pezzi, un po’ alla volta. C’è “l’attività di monitoraggio per catalogare gli immobili a rischio crollo”, certo, ma la vera difficoltà è trovare un edificio che sia sano.

Restano i sigilli disposti dalla magistratura, nell’ambito dell’inchiesta su quei lavori-fantasma che dovevano tutelare i residenti e ridare decoro al borgo antico e che invece, secondo la Procura, sarebbero serviti solo a gonfiare qualche portafogli. Un bluff, l’ennesimo, in una città – al di là e al di qua del ponte girevole – piena di sfregi, edifici che se non sono fatiscenti sono rimasti in costruzione, perchè bloccati dalle inchieste o magari solo così, perchè sono finiti i soldi. Quelli che ci vorrebbero per ‘risanare’ (parolina magica che a Taranto va bene per qualsiasi cosa) l’Isola, senza limitarsi a mettere transenne su transenne.

Oltre ai soldi, però, ci vogliono idee. Una visione di futuro, per quello che è il passato di Taranto. Ci sono imprenditori privati che ci stanno mettendo gli uni e le altre, aprendo locali, bed & breakfast, negozi.

E’ la parte pubblica quella che manca, che non rispetta il ‘contratto sociale’. Si era addirittura paventata la possibilità di portar via dai vicoli quella gemma che è l’istituto musicale Paisiello, una delle poche glorie di una città abituata a nascondere, se non a distruggere, le proprie bellezze.

Quegli studenti, insieme ai ragazzi dell’Università (solo succursale di quella di Bari, non dimentichiamolo) sono l’unica, vera, grande speranza per Taranto vecchia.
 

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