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Il senatore tarantino amico della Russia di Putin

Vito Petrocelli

Fra i tredici senatori che hanno votato contro la risoluzione bipartisan che condanna l’invasione russa dell’Ucraina c’è anche il tarantino Vito Petrocelli. Nato a Taranto 58 anni fa, di professione geologo, Petrocelli è residente a Matera ed è stato eletto in Basilicata sotto le bandiere del Movimento Cinquestelle. Il suo no fa piuttosto rumore e crea non pochi imbarazzi all’interno dello stesso M5S. E sì, perché Petrocelli non è un parlamentare qualsiasi, è il presidente della Commissione Esteri. E, in questo momento, avere un presidente della Commissione Esteri sostanzialmente filo Putin non è il migliore dei biglietti da visita. L’imbarazzo tra i grillini è palpabile, non fosse altro perché il Movimento esprime addirittura il ministro degli esteri in carica, cioè Luigi Di Maio.

La posizione di Petrocelli è così delicata che non si esclude possa perdere la presidenza della Commissione. Gli orientamenti in materia di politica estera di Petrocelli non sono tuttavia una sorpresa per chi conosce la storia politica del senatore, già militante dei Carc, i comitati maoisti e marxisti-leninisti. Repubblica gli attribuisce una certa familiarità, anche a base di pranzi, con l’ambasciata russa in Italia e in particolare «frequenti incontri» con l’ambasciatore Sergey Razov. Ma come si è potuto eleggere alla presidenza della Commissione Esteri del Senato un parlamentare con queste caratteristiche politiche? Semplice: è stato eletto quando era in auge la maggioranza gialloverde. Governo Conte 1, per intenderci, non proprio ostile alla Russia di Putin. Poi il vento è cambiato e le bandiere di M5S e Lega oggi sventolano in altra direzione…

foto di Vito Petrocelli