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8 Marzo, sarà sciopero generale

8 Marzo, sarà sciopero generale

Anche quest’anno, l’Usb risponde all’appello lanciato dal movimento “Non una di meno”, proclamando lo sciopero generale dell’8 marzo, per ridare a questa giornata la dimensione di lotta internazionale contro ogni forma di violenza e discriminazione sulle donne e di genere, fuori dalla retorica di una ricorrenza rituale.

Il presidio si terrà martedì 8 marzo in piazza Municipio, Palazzo di Città, a partire dalle ore 9.30. «Le ragioni sono molteplici e partono dalla necessità di respingere l’idea della violenza sulle donne quale fenomeno emergenziale, per evidenziarne invece la correlazione con il piano dell’indipendenza economica, necessaria per rompere legami violenti e avere salva la vita. In altre parole – spiegano dall’Usb – la violenza sulle donne, nella sua accezione fisica, manifesta e ripugnante, non può essere scissa da quella legata alla condizione economica e psicologica, subdola, non riconosciuta e per questo più pericolosa. Una violenza economica che vede il primato delle donne nei licenziamenti, nei part time involontari, che con lo smart working e la Dad ha istituzionalizzato la casa come luogo di produzione a ciclo continuo, nel quale il lavoro subordinato si fonde con quello riproduttivo e di cura, che erode lo stato sociale, depotenzia la sanità, i trasporti e la scuola, moltiplicando il peso da abbattere principalmente sulle donne, costrette a supplire, senza sosta, alla privatizzazione e ai tagli dei servizi essenziali, alle crescenti disuguaglianze e all’ingiustizia sociale. Che ancora oggi non riconosce un salario minimo per legge, sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa, nell’unico Paese occidentale in cui le retribuzioni sono diminuite negli ultimi 30 anni e nonostante gli esperti del Ministero del Lavoro abbiano chiarito che 1 lavoratore su 4 si trovi in condizioni di povertà, percependo salari da fame.

Un’enorme sacca di lavoro povero e precario dove sono concentrate principalmente donne, giovani e migranti, che si estende dalle multiservizi alla gestione del patrimonio culturale, dalla ristorazione al bracciantato, dalla vigilanza al lavoro di cura della persona e dell’ambiente e che opera prevalentemente nei servizi essenziali, esternalizzati dalla Pubblica Amministrazione mediante appalti e subappalti che strangolano le lavoratrici e i lavoratori nella morsa del massimo ribasso e dei frequenti cambi di gestione, dove i bassi salari, le poche ore di lavoro, i rapporti a termine vanno spesso di pari passo con il mancato rispetto dei diritti, delle tutele, della salute e della prevenzione nei luoghi di lavoro. Per questo – concludono dall’organizzazione sindacale – l’8 marzo manifesteremo con le lavoratrici e i lavoratori di Taranto davanti al Palazzo di Città, contro ogni forma di violenza e discriminazione di genere, contro il lavoro povero, diffuso soprattutto nelle categorie dove prevale il lavoro femminile, contro la piaga degli appalti, i suoi costi sociali e lo sfruttamento che ne consegue, tanto più inaccettabile quando finanziato con i soldi pubblici, per l’internalizzazione dei servizi essenziali, il salario minimo, i diritti e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Contro la guerra, per la pace e l’amicizia tra i popoli».