Così Monteparano accoglie i profughi

«I cittadini stanno rispondendo benissimo, ma non avevamo dubbi, sin da quando abbiamo dato la nostra disponbilità a fare la nostra parte in questa emergenza». Maristella Carabotto, sindaco di Monteparano, commenta così quanto si sta facendo in paese per l’accoglienza dei profughi ucraini, a seguito del conflitto nell’Europa dell’Est dopo l’invasione russa. «Ci abbiamo messo un quarto d’ora a trovare passeggino e vestiario per una mamma con due bambini che sono arrivati da noi» spiega. L’amminsitrazione comunale ha deliberato l’istituzione di un tavolo tecnico e chiesto la disponibilità ai cittadini a contribuire con generisità.

«Puntiamo a realizzare un centro di accoglienza» dice Carabotto, ricordando che in tanti, a Monteparano, hanno dato la loro disponibilità ad ospitare chi fugge dalla guerra, o ad aiutare in altri modi. Resta alta la sensibilità verso il popolo ucraino anche a Castellaneta. Dopo la manifestazione pacifista Castellaneta per la Pace di lunedì scorso, l’Amministrazione Gugliotti attiva la cabina di regia per organizzare e coordinare la grande rete della solidarietà e accoglienza per tutte le persone che fuggono dalla guerra e raggiungono la città.Adesso chi è interessato ad offrire ospitalità a famiglie o singoli può manifestare la propria disponibilità all’Amministrazione comunale, tramite un modulo predisposto dall’Ufficio Servizi Sociali, disponibile sul portale istituzionale dell’Ente. Le richieste possono essere inviate tramite Pec all’indirizzo comunecastellanetaprotocollo@postecert.it, oppure consegnate a mano all’Ufficio Protocollo, in Municipio. Copie cartacee del modulo sono disponibili presso l’Ufficio Servizi Sociale del Centro polivalente di via don Luigi Sturzo.

«In questi giorni sono state davvero tante le richieste di informazioni da parte di cittadini e associazioni – commenta il sindaco Giovanni Gugliotti – per dare eventuale ospitalità a famiglie o singole persone ucraine presso il proprio domicilio. Un dato che dimostra la grande sensibilità dei castellanetani e spinto l’Amministrazione ad affrontare l’emergenza in prima fila, attivando da subito una cabina di regia per raccogliere le richieste ecoordinare a livello provinciale con la Prefettura, per assicurare informazioni, orientamento, assistenza sanitaria e pronta acco glienza». Da Martina Franca arriva il messaggio di pace di Franco Punzi, presidente della Fondazione Paolo Grassi: «Nell’assistere al prevalere della violenza sulla ragione – sottolinea in merito al conflitto fra Russia e Ucraina – restiamo attoniti e colmi di apprensione per la sorte della popolazione ucraina e per gli sviluppi e le ripercussioni che questo nuovo scontro armato est-ovest potrà avere sugli equilibri internazionali. E da organizzatori di spettacoli e uomini di cultura ci domandiamo: che fare? Qui a Martina Franca restiamo nel solco tracciato da Paolo Grassi, credendo nella funzione civile del teatro e della musica d’arte e ricordando alcuni versi di Bertolt Brecht – che proprio Grassi volle imporre all’attenzione del pubblico italiano – capaci d’interpretare lucidamente la situazione attuale: «La loro guerra uccide / quel che alla loro pace / è sopravvissuto». Nel 2022 cercheremo quindi di proporre con ancor più impegno e responsabilità i nostri spettacoli e le nostre attività di coinvolgimento, sottolineando i caratteri di pluralismo e internazionalismo tipici del teatro d’opera e della libera circolazione delle persone e delle idee, che qui in Puglia avviene sin dalle origini della civiltà occidentale. Con l’auspicio che la musica possa continuare a risuonare come linguaggio universale e di unione fra i popoli».

A livello regionale, Maurizio Bruno, presidente del Comitato regionale permanente Protezione Civile, ricorda che «destinare i Covid Hotel all’accoglienza dei profughi, coordinare le azioni per l’ospitalità delle famiglie e dei bambini ucraini in fuga dal conflitto, assicurare a tutti loro il massimo dell’assistenza e dell’attenzione possibile» sono «alcune delle misure in campo che come Regione e Protezione Civile stiamo mettendo e metteremo sempre più in campo nell’ambito dell’emergenza scaturita dall’invasione russa dell’Ucraina qui in Puglia». Continua Bruno: «Nel corso dell’ultima seduta della III Commissione, abbiamo discusso delle possibili linee di intervento per venire incontro, nel modo più efficiente e ospitale possibile, ai cittadini ucraini che arriveranno nella nostra regione dopo essere stati costretti ad abbandonare le proprie case per via della guerra. Pur non avendo competenze specifiche in materia, la Regione fungerà comunque da raccordo fra le Prefetture, la Protezione civile, i Comuni e tutte le organizzazioni umanitarie coinvolte in questa fase di accoglienza. In particolare sarà importante predisporre un registro delle location a disposizione della nostra Regione per accogliere i profughi e delle famiglie eventualmente disponibili a collaborare. Tra le ipotesi sul terreno, anche l’utilizzo dei cosiddetti Covid hotel. Fondamentale e delicata sarà l’implementazione delle misure di accoglienza dei minori ai quali cercheremo di garantire anche assistenza scolastica, affinché questo conflitto non si traduca per loro anche in perdita del diritto all’istruzione.

Da presidente del Comitato per la Protezione civile sto lavorando di concerto con la Croce rossa e la Caritas per l’organizzazione logistica del trasporto delle persone, oltre che alla trasformazione dei Covid Hotel in alloggi per i profughi. Risponderemo con tutti i mezzi a nostra disposizione con la massima solidarietà e responsabilità a questa emergenza che vede purtroppo milioni di ucraini vittime di una guerra ingiusta e devastante. Sono nostri fratelli, nostre sorelle, nostri figli. E non possiamo abbandonarli in un simile momento». «Garantire ospitalità ai minori orfani ucraini nelle strutture regionali, anche attraverso le associazioni pugliesi del volontariato, e attivarsi nella Conferenza Stato-Regioni per chiedere al governo di semplificare in generale gli attuali meccanismi di tutte le fasi del percorso di adozione, dando priorità agli iter di affidamento degli stessi orfani ucraini» è quanto chiede Davide Bellomo, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Puglia.

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