Ilva, domani l’incontro con Gnudi. “Raschiato il fondo del barile”

“Per pagare gli stipendi a novembre è stato raschiato il fondo del barile. Il punto è capire cosa accadrà adesso. A partire da un fatto, e cioè se i soldi dissequestrati dal gip di Milano, quel miliardo e duecento milioni oggi all’estero, sono effettivamente disponibili o no”.

A margine dell’ennesimo incontro con il ministro Guidi per il caso dell’Ast, l’Acciai Speciali di Terni, il segretario della Uilm Rocco Palombella parla dell’altra grande malata della siderurgia italiana, l’Ilva di Taranto.

Domani a Roma, alle 17, i sindacati metalmeccanici incontreranno il commissario Piero Gnudi. “Un vertice informale” chiarisce Palombella, “per fare il punto della situazione, che si sta facendo sempre più complicata”.

La possibilità di incassare o meno i soldi off-shore dei Riva, l’interesse di ArcelorMittal, l’effettiva solvibilità di Arvedi e la difesa della cosiddetta ‘italianità’, magari tramite un ingresso della Cassa Depositi e Prestiti. E ancora, sullo sfondo, le risposte da dare alla Commissione Europea, entro il 20 novembre, sulla questione dei presunti aiuti di Stato e sul prestito ponte di cui si attende la seconda rata: avranno di cose di cui discutere, Gnudi da un parte e Fim, Fiom e Uilm dall’altra. “Non ci aspettiamo un incontro risolutore” mette in chiaro il leader dei metalmeccanici della Uil “ma di certo vanno individuati dei punti fermi, perchè il tempo che passa non ci aiuta”.

“Deve essere messo assolutamente in agenda il recupero dei ritardi nel cronoprogramma dell’Aia” rimarca Marco Bentivogli, segretario nazionale della Fim Cisl “perchè l’ambientalizzazione e la bonifica dello stabilimento sono essenziali. Al di là degli sviluppi in merito ad eventuali cessioni della società, Ilva deve essere una fabbrica eco-compatibile”. Lo stesso Bentivogli sottolinea che nell’incontro di domani “il commissario dovrà dirci se sono vere le tante indiscrezioni che leggiamo sui giornali. Indiani, brasiliani, Marcegaglia, Arvedi, la Cassa Depositi e Prestiti: Gnudi deve fare chiarezza e dirci come stanno davvero le cose. Per quanto riguarda l’immediato futuro, ci aspettiamo delle rassicura-zioni sugli stipendi dei prossimi mesi”.

Ad ogni buon conto, la partita per l’Ilva è assolutamente aperta, con un risultato ancora incertissimo. Ballano stipendi, posti di lavoro, ma anche la necessità che la fabbrica di Taranto produca solo acciaio, e non veleni.
 

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