x

x

Ilva, ultimo appello: “Serve lo Stato”. Slitta il secondo prestito ponte

Un patto del Nazareno anche per l’Ilva.

Ai lati del presidente di Confindustria, Enzo Cesareo, che lancia un nuovo sos per il Siderurgico in crisi – “basta parole, servono i fatti” l’appello del capo degli industriali tarantini – ci sono Michele Pelillo, deputato del Partito Democratico, e Gianfranco Chiarelli, parlamentare di Forza Italia.

L’immagine è eloquente. In platea, fianco a fianco, Luigi Sportelli (Camera di Commercio) e Leonardo Giangrande (Confcommercio) con, tra gli altri, l’assessore regionale Fabrizio Nardoni, il vice sindaco Lonoce, Giancarlo Turi e Antonio Talò, Uil e Uilm, mentre marcano visita Cgil e Cisl. “Va creata una massa critica necessaria per rappresentare al governo la drammaticità della situazione, con l’Ilva che è la madre di tutte le emergenze” le parole di Cesareo. Il quale ha detto chiaramente qual è, per gli industriali, la soluzione al rebus Ilva.

“Abbiamo bisogno di uno stabilimento ecocompatibile e ciò deve avvenire attraverso l’impegno diretto dello Stato”. Impegno diretto che vuol dire soldi, da mettere attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, ipotesi che ormai è decisamente sul tavolo, mentre per la seconda rata del prestito ponte chiesto dal commissario Gnudi alle banche bisognerà attendere. Da parte loro, si muovono anche gli ambientalisti, con Peace-Link che ha scritto a Karmenu Vella, nuovo commissario europeo per l’Ambiente, per evidenziare come “le emissioni incontr-ollate che fuoriescono dagli impianti continuano a generare impatti negativi sulla salute e sull’ambiente”. PeaceLink ha chiesto un incontro con il nuovo commissario europeo all’Ambiente e ha rinnovato la sua fiducia nell’azione dell’Europa, rimarcando “l’importanza che riveste il ruolo chiave della Commissione Europea nella questione Taranto, ruolo che ha saputo garantire sottolineando la necessità dell’Italia di doversi conformare al rispetto del Diritto Comunitario a Taranto ai fini della protezione ambientale e dei diritti umani della popolazione”. Proprio l’Ue ha chisto chiarimenti all’Italia per i presunti aiuti di Stato all’Ilva.