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Dal ministero “boccata d’ossigeno”. Dieci milioni per l’appalto Ilva in crisi

Dieci milioni di euro subito da ripartire tra le aziende dell’indotto, altri dieci a gennaio. Ossigeno per l’appalto Ilva, dopo l’incontro che si è tenuto ieri al Mise, il ministero per lo Sviluppo Economico. Durante il vertice, il commissario straordinario Piero Gnudi ha annunciato lo sblocco immediato dei fondi nell’ambito dei 125 milioni giunti nelle casse dell’Ilva con la seconda tranche del prestito ponte.

Gnudi ha assicurato direttamente al presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo, che a sua volta aveva richiesto uno stanziamento di 20 milioni per l’appalto.

Il commissario si è rifatto alle verifiche contabili e si è impegnato per quei dieci milioni che si sposteranno nelle casse delle imprese prima di Natale. Sono 23 i milioni di euro (spicciolo più, spiccolo meno…) che avanzano le imprese tarantine, 37 allargando lo sguardo a quelle regionali. “Senza i pagamenti dell’Ilva, le aziende dell’indotto siderurgico non avrebbero potuto corrispondere stipendi e tredicesime. Si rischiava di fare i conti con una discriminazione tra lavoratori diretti e quelli dell’indotto, costretti ad un Natale critico nonostante lo sblocco della seconda rata del prestito ponte” le parole di Cesareo, superate – per fortuna – dai fatti.

Intanto, i rappresentanti dell’Ilva di Marghera hanno assicurato che entro le prossime due settimane una quota dei debiti pregressi potrà essere pagata alle imprese di autotrasporto che lavorano per suo conto.

E’ quanto emerso dall’incontro di ieri svolto in Prefettura a Venezia, a cui hanno partecipato i dirigenti dello stabilimento e le associazioni di categoria Fai Veneto, Cna Fita Veneto e Confartigianato Trasporti Venezia. Il pagamento delle fatture potrà avvenire “grazie a recenti immissioni finanziarie e tenendo conto della complessiva situazione debitoria”, si legge in un comunicato della Prefettura. Quest’ultima si è impegnata ad informare il Governo sulla difficoltà economica delle aziende del settore e dei loro dipendenti, a causa del mancato pagamento dei debiti da parte del gruppo Ilva.

Inoltre, chiederà all’esecutivo se ci siano le condizioni per adottare un provvedimento di sospensione dei versamenti contributivi e fiscali per un periodo limitato o per compensare i crediti maturati per le fatture emesse e non pagate, come richiesto dalle associazioni di categoria.