Quarta dose anti-Covid, la Asl di Taranto adesso accelera

Un Covid diverso, che si avvicina maggiormente ad una influenza “classica”, ma che resta pericoloso, in modo particolare per i soggetti fragili. E’ quello con il quale stanno facendo i conti molti pugliesi, tarantini compresi ovviamente, come testimoniato dall’ultimo bollettino epidemiologico regionale, quello di mercoledì 20 aprile. Sono 40.812 i tamponi effettuati, con 8.887 casi positivi, così suddivisi: 3.092 in provincia di Bari, 510 nella provincia Bat, 1.039 in provincia di Brindisi, 1.089 in provincia di Foggia, 1.681 in provincia di Lecce, 1.356 in provincia di Taranto, 91 casi di residenti fuori regione, 29 casi di provincia in definizione. Notevole il numero dei decessi: venti. I casi attualmente positivi in Puglia sono 101.417; 587 sono le persone ricoverate in area non critica, 39 in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 10.304.035 test con 1.018.468 sono i casi positivi; 908.861 sono i pazienti guariti; 8.190 sono le persone decedute. I tarantini (compresa la provincia) che hanno contratto il virus sono 134.460.

Resta fondamentale l’apporto dei vaccini, una “barriera” contro i casi di malattia grave: la campagna anti-Covid prosegue con la somministrazione della quarta dose, o secondo ‘booster’, che è riservata al momento alle persone dagli 80 anni in su, agli ospiti delle residenze per anziani, agli ultrasessantenni con elevata fragilità. Il vaccino previsto è a mRNA, nei dosaggi autorizzati per la dose booster. La somministrazione deve avvenire dopo almeno 120 giorni dalla terza dose. Non è prevista per le persone che dopo il primo booster abbiano contratto l’infezione da Sars-CoV-2. L’accesso alla vaccinazione è libero, senza prenotazione, secondo le modalità stabilite dall’Asl di riferimento. La Regione ha ribadito l’importanza di incrementare anche in Puglia i già ottimi livelli di copertura di soggetti con ciclo vaccinale primario completato e con somministrazione della prima dose booster (89% per gli over 60), in quanto elemento di protezione efficace da tutte le varianti Omicron del virus Sars-CoV-2 mentre l’offerta della seconda dose di richiamo sarà destinata alle persone più esposte.

«Sulla quarta dose, per quanto riguarda le dosi cosiddette ‘a sportello’, per i soggetti fragili, non abbiamo avuto un’alta adesione, mentre per gli ospiti delle Rsa stiamo applicando le normative» e si punta ad un’accelerata, dice a Taranto Buonasera il direttore generale della Asl Taranto, Vito Gregorio Colacicco. L’impressione è che si viva una sorta di rilassamento, sul fronte della campagna vaccinale contro il Covid. La Puglia resta comunque una delle regioni che ha visto il più alto numero di somministrazioni, ed il territorio tarantino non ha fatto eccezione. «Diciamo che oggi gli ultimi provvedimenti, ed una diffusa positività paucisintomatica, stanno inevitabilmente facendo calare quella spinta alla vaccinazione che abbiamo visto nel recente passato. E proprio gli stessi vaccini hanno evitato che il numero dei morti per Covid fosse molto maggiore. La protezione dei fragili e degli anziani con il secondo booster è però molto importante» dice Colacicco. La quarta dose potrebbe essere raccomandata per tutti, magari dal prossimo autunno? «Possiamo parlare attualmente solo dei possibili orientamenti che vengono dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, recepiti poi a livello nazionale. Si potrebbe arrivare alla raccomandazione di una dose di richiamo annuale, su modello del vaccino contro l’influenza» spiega il direttore generale della Asl Taranto. Che aggiunge: «Da parte dei cittadini vedo comunque grande consapevolezza dell’importanza del non abbassare la guardia e del rispetto per la sanità pubblica».

I NUMERI DI TARANTO
In Asl Taranto, nell’ultimo report settimanale disponibile (11-15 aprile) la campagna vaccinale anti-Covid ha registrato un totale di 1.229 dosi somministrate. Rispetto a questo totale, nello specifico si contano 39 prime dosi; 250 seconde dosi; 848 richiami e 92 quarte dosi somministrate a pazienti fragilissimi. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, negli hub vaccinali di Taranto e provincia sono state somministrate 463 presso il Palaricciardi di Taranto; 58 dosi a Ginosa; 103 dosi a Grottaglie; 92 dosi a Manduria; 91 dosi a Martina Franca; 81 dosi a Massafra. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta hanno somministrato 35 dosi nei propri ambulatori e 6 dosi a domicilio. Negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie sono state somministrate 50 dosi e 250 dosi nelle farmacie abilitate.

IL REPORT GIMBE
Secondo l’ultimo report disponibile della Fondazione Gimbe, in Puglia nella settimana 6-12 aprile si registra una performance in miglioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (2663) e si evidenzia una diminuzione dei nuovi casi (-19%) rispetto alla settimana precedente. Sopra media nazionale i posti letto in area medica (21,9%) e in terapia intensiva (7,4%) occupati da pazienti Covid-19; la popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari all’87% (media Italia 84,1%) a cui aggiungere un ulteriore 1,4% (media Italia 1,6%) solo con prima dose; il tasso di copertura vaccinale con terza dose è del 85,1% (media Italia 83,7%). Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose (persone immunocompromesse) è dell’8% (media Italia 8,9%). La popolazione 5-11 che ha completato il ciclo vaccinale è pari 48,7% (media Italia 33,9%) a cui aggiungere un ulteriore 5,1% (media Italia 3,6%) solo con prima dose.

LE DIRETTIVE NAZIONALI
La quarta dose di vaccino anti Covid in Italia è prevista “per le persone che abbiano compiuto o superato gli 80 anni di età, per gli ospiti delle Rsa e per coloro i quali siano inseriti nelle categorie a rischio e abbiano un’età compresa tra i 60 e i 79 anni”. A indicare le modalità di somministrazione del secondo booster è una nota dell’8 aprile scorso di ministero della Salute, Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Istituto superiore di sani tà (Iss) e Consiglio superiore di sanità (Css), a seguito del pronunciamento di Agenzia europea del farmaco Ema e Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ecdc, e alla riunione della Commissione tecnico scientifica (Cts) di Aifa. La nota precisa che “si raccomanda la somministrazione di una seconda dose di richiamo (secondo booster) con vaccino” anti Covid “a mRna nei dosaggi autorizzati per la dose booster, purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno 120 giorni dalla prima dose di richiamo” mentre “l’indicazione per la quarta dose di vaccino anti Covid “al momento non si applica ai soggetti che hanno contratto l’infezione da Sars-CoV-2 successivamente alla prima dose di richiamo”.

Nella stessa nota si ribadisce “la priorità di mettere in massima protezione tutti i soggetti che non hanno ancora ricevuto la prima dose di richiamo, e per i quali la stessa è già stata raccomandata e di promuovere, richiamandone l’assoluta importanza, la somministrazione della quarta dose vaccinale in tutti i soggetti con marcata compromissione della risposta immunitaria per cause legate alla patologia di base o a trattamenti farmacologici, e ai soggetti sottoposti a trapianto di organo solido. Si ricorda che per quest’ultima categoria la somministrazione della quarta dose deve essere considerata equivalente a una dose di richiamo, consistendo il ciclo di vaccinazione primaria di tre dosi”.

MASCHERINE, SI CAMBIA
“Sono convinto che passare da un obbligo di mascherina al chiuso a una raccomandazione possa essere la scelta giusta, magari mantenendole in alcuni luoghi come i mezzi di trasporto. Ma oggi credo ci siano le condizioni per procedere con il togliere l’obbligo di mascherine al chiuso”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa a Rainews24 riferendosi alla scadenza del prossimo primo maggio. Il decreto in vigore di fatto già toglie l’obbligo di mascherine al chiuso per tutti. Si tratta ora di valutare se mantenerle in alcuni contesti particolari, dove c’è una concentrazione maggiore di persone”, ha aggiunto Costa. Dell’obbligo di mascherine sui mezzi di trasporto “ne stiamo parlando con il ministro Speranza e gli altri ministri. Quello che io noto è che c’è, giustamente visto che il virus circola ancora, un’attenzione degli individui che tendono ad autoproteggersi, soprattutto nei luoghi chiusi. In altre parti del mondo dove le mascherine erano utilizzate anche prima della pandemia, è un elemento di salute pubblica. Adesso vedremo cosa decideremo ma non c’è dubbio che purtroppo dobbiamo ancora tenere alcuni elementi di sicurezza perché il virus continua a circolare”, ha detto a Bari il ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini.

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