«Bene la Pasqua, ma per il turismo a Taranto c’è bisogno di pianificazione»

Abbiamo superato questa prima prova dopo la pandemia in occasione dei riti pasquali. I numeri sono confortanti anche se c’è una lieve discesa rispetto al 2019. A causa degli eventi che ancora ci tormentano: il post pandemia e la guerra in atto». Così Irene Lamanna presidente dell’Associazione Taranto Turismo commenta i dati sul turismo pasquale all’indomani dei ritorno dei Riti a Taranto dopo lo stop a causa della pandemia.

«C’è da dire però che, come ormai è di consueto, manca la giusta comunicazione degli eventi realizzati a Taranto. Sicuramente importanti sono state le piattaforme B2B organizzate a Taranto, ma ritengo fondamentale un piano di promozione per la nostra città – prosegue – Abbiamo avuto modo di valutare la crescita turistica rispetto al 2020 e 2021 che sono state, per ovvie ragioni, di livello zero, ma è importante concentrarsi sulla pianificazione. Un importante contributo sulla questione turistica ce lo dà il Castello Aragonese: I suoi numeri sono importanti soprattutto perché raccolgono non residenti e stranieri». Lamanna sottolinea come la promozione sia «fondamentale affinché il nostro territorio venga conosciuto in tutte le sue sfaccettature. Ci dà l’opportunità di crescere in quanto stiamo riscontrando tantissime opportunità di cultura e turismo, che vanno fatte conoscere. Soprattutto perché ci stiamo rendendo conto che la vocazione della nostra città, non è turismo di massa, ma è turismo culturale». Le variabili di cui tenere conto per ripartire da dove eravamo rimasti nel 2019 secondo Lamanna sono sette: «l’accessibilità alla città, le modalità di fruizione delle aree da parte dei visitatori, la dislocazione delle risorse quindi strutture ricettive, servizi turistici fondamentali, i reali fattori distintivi (perché il turista nell’organizzazione del viaggio sceglie Taranto), la presenza di uno o più prodotti turistici trasversali, la storia della popolazione residente e l’azione di governo esercitata dagli attori influenti presenti sul territorio». «Aggiungerei un ultimo fattore ma non per importanza: la propensione spontanea alla cooperazione da parte di tutti gli addetti al turismo.

Taranto è una città che ha delle fortissime potenzialità. Abbiamo prodotti di storie importanti che potrebbero anche essere utilizzati per integrarsi con il nuovo modo di fare turismo. È importante cominciare a comprendere quali sono questi punti di forza che possono attrarre grandi e piccoli e creare un distretto in cui è forte il network di cooperazione Per il quale i turisti possano sceglierci in maniera sempre più importante. Pasqua è stata una prova del lavoro fatto in questi anni e sicuramente c’è stata una buona ripresa anche se dobbiamo fare sempre meglio».

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