Siglata l’intesa per elettrificare il porto

A suggellare la cerimonia inaugurale del parco eolico è arrivata la sottoscrizione dell’ accordo tra l’Autorità Portuale e Renexia per la cessione di una parte dell’energia prodotta da Belolico per consentire la totale elettrificazione del Porto di Taranto. Stiamo parlando della cessione di almeno il 10% dell’energia prodotta, per un quantitativo comunque non inferiore a 220 MWh annui. Sergio Prete e Riccardo Toto, dopo aver siglato l’intesa, hanno sottolineato come elettrificare il Porto significhi una riduzione molto elevata dell’inquinamento, se si considera che ogni nave che entra in Porto e non spegne i motori produce un inquinamento su base giornaliera pari a quello di 10 mila vetture.

Ma vediamo nel dettaglio gli apetti tecnici di Beleolico, il primo parco eolico offoshore. L’impianto, per una capacità complessiva di 30 Mw, assicurerà una produzione di oltre 58 mila MWh, pari al fabbisogno annuo di 60 mila persone. In termini ambientali vuol dire che, nell’arco dei 25 anni di vita prevista, consentirà un risparmio di circa 730mila tonnellate di Co2. Per la distribuzione dell’energia sul territorio Renexia ha costruito una sottostazione per l’allaccio alla rete elettrica nazionale in località Torre Triolo, a pochi km dall’area portuale. L’eolico offshore rappresenta una tecnologia innovativa che rispetta l’ambiente perché non consuma suolo ma punta a sfruttare la maggiore forza del vento che il posizionamento in mare garantisce, rispetto a un impianto di terra. Nel periodo di durata della concessione di Beleolico, 25 anni, Renexia si impegnerà per creare una filiera industriale intorno al parco.

Le operazioni di cantiere sono iniziate nell’agosto 2021 con l’arrivo a Taranto dei monopali di fondazione di acciaio, la base vera e propria delle turbine. A fine 2021 è cominciata la fase di infissione dei monopali. Su tali fondazioni, a febbraio 2022, sono state poi installate le torri (anch’esse in acciaio), suddivise in 4 segmenti, alla cui estremità, a 89 metri di altezza sul livello del mare, è stato poi posato il cosiddetto hub. L’ultimo passaggio consiste infine nel fissaggio delle tre pale, grazie a un complesso sistema di gru. Il rotore completo ha un diametro di 135 metri. Sia per le fasi di battitura del fondale che per l’innalzamento delle torri, i tecnici Renexia hanno impiegato un mezzo speciale, la MPI Resolution fornita dalla società olandese Van Oord, una nave cantiere autosollevante in grado di operare in assoluta stabilità, senza subire l’influenza del moto ondoso. Renexia ha in corso un progetto in Sicilia per un parco eolico che sarà capace di produrre una quantità di energia tale da soddisfare il fabbisogno di 3,4 milioni di italiani.

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