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Tempa Rossa, siamo alla stretta finale

Il Sindaco scrive al premier Renzi ed al ministro dell’Ambiente, Galletti per bloccare Tempa Rossa.

Torna ad infiammarsi la polemica che ruota attorno al progetto dell’Eni che prevede la realizzazione di oleodotti per portare a Taranto e raffinare il greggio della val D’Agri. Ecco la lettera inviata dal primo cittadino, Ippazio Stefàno. «Si apprende della presentazione da parte del Governo di un emendamento alla Lege di Stabilità che consentirebbe lo sblocco “per l’effettiva realizzazione dei progetti per la colitvazione di giacimenti di idrocarburi”; in sostanza essa riguarderebbe anche la città di TRaranto in ragione della realizzazione del Progetto Tempa Rossa, nei confronti del quale è stata assunta dal Consiglio comunale una posizione motivatamente contraria. Pertanto, si chiede di essere convocati, con particolare urgenza, perchè si possano dettagliare le ragioni di questa contrarietà e per ricevere assicurazioni che vanno nella direzione della tutela del nostro territorio. Si resta in attesa di urgente riscontro».

Di segno opposto le dichiarazioni rilasciate dal consigliere regionale di Forza Italia, Pietro Lospinuso: «Non posso che esprimere soddisfazione per l’emendamento su Tempa Rossa inserito dal governo nella legge di Stabilità, per mettere in protezione un investimento strategico sia per i lavoratori sia per lo sviluppo del traffico navale e, dunque, del porto. È un primo importante passo per dare un impulso all’economia tarantina e non posso, tuttavia, nascondere che questo intervento del governo Renzi smentisca il centrosinistra regionale, che tanto ha ostacolato l’investimento con le sue posizioni faziose e miopi. Adesso, però, tutti i gravi errori del sindaco di Taranto rischiano di buttare a mare otto anni di lavoro del piano portuale e gli investimenti: la situazione è delicatissima, ognuno si assuma le sue responsabilità e vogliamo garanzie in un momento in cui vengono meno tante realtà come la Tct”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Pietro Lospinuso. “Il sindaco Stefano –aggiunge- si ricorda solo oggi di chiedere un incontro a Renzi, dimenticando di aver approvato il progetto per poi bocciarlo! Con che coraggio si presenterebbe dinanzi al governo nazionale, quindi, non si sa».

Gli fa eco il consigliere comunale di Forza Italia, Tony Cannone: «Il gruppo consiliare di Forza Italia Taranto durante i lavori del Consiglio Comunale denuncio’, che il no al progetto Eni di Tempa Rossa, dichiarato dal Sindaco e dalle maggioranza, era un altro episodio della saga fantozziana da loro prodotta in questi ultimi anni di amministrazione cittadina. Si decise di abbandonare l’aula dichiarando che il No a Tempa Rossa doveva essere un formale atto politico di tutto il Consiglio, inviato al Governo Renzi, che lo stabilisse inequivocabilmente. Quindi quella delibera votata dalla maggioranza e da una parte dell’opposizione di centro sinistra risultava del tutto insufficiente ed inefficace acche’ si bloccasse il progetto Tempa Rossa. L’uscita dall’aula del gruppo di Forza Italia, era un atto che puntualizzava che la delibera era solo una presa in giro, da parte della maggioranza, ai cittadini di Taranto, alla quale non si volle partecipare. Oggi i fatti naturalmente ci danno ampiamente ragione».

Contrario al progetto, e quindi alla decisione del Governo, il consigliere comunale Alfredo Cervellera: «La mia adesione alla manifestazione del prossimo 19 dicembre “DifendiAMO Taranto” (indetta dal Movimento Studentesco Tarantino) dopo la “porcata” di Renzi con la norma su Salva-Tempa Rossa nella Finanziaria, è ancora più convinta di prima. Avevo già aderito ad essa come Presidente dell’Arca (Associazione Ricreativa Culturale Ambientale) di Taranto, e direttivo del Circolo Pertini, ma oggi ritengo davvero necessaria una rivolta del popolo di Taranto contro il Governo, per il suo tentativo di avocare a sé il destino di questo territorio non rispettando le volontà espresse dal Comune e dalla Regione».