Ex Cementir, il caso in Parlamento

«Il futuro di 51 lavoratori del sito ex Cementir di Taranto è a forte rischio, poiché dal 15 settembre prossimo, giorno in cui scadrà la cigs attivata lo scorso anno, si ritroveranno senza lavoro e senza reddito, a seguito dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo per cessazione di attività da parte della Cemitaly, proprietaria attuale del sito industriale». Lo afferma in un comunicato stampa il sen. Mario Turco, Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle e già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel Governo Conte II, che prosegue: «Di recente ho presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Transizione Ecologica, del Lavoro e dello Sviluppo Economico sul caso ex Cementir; una vicenda che, purtroppo, sta passando quasi inosservata agli occhi dell’opinione pubblica e della politica.

Ho, pertanto, chiesto quale attività di bonifica del sito ex Cementir sia stata prevista e pianificata dal Governo, quali progetti di riqualificazione e reimpiego del personale siano stati individuati per i 51 lavoratori, e se per gli stessi sia prevista una proroga degli ammortizzatori sociali. Inoltre, nell’interrogazione ho domandato le modalità con cui si potrebbe introdurre la clausola sociale per una possibile assunzione dei lavoratori ex Cementir, una volta appaltato il sito ad aziende specializzate che operano nel settore delle bonifiche, in attività a sostegno della messa in sicurezza dello stabilimento, definito negli anni “la piccola Ilva”, a causa dell’attività di produzione di cemento impattante dal punto di vista ambientale. Non possiamo rischiare di aggiungere un’ulteriore vertenza ambientale e sociale in una città sulla quale, in altri ambiti, pesa la spada di Damocle del rischio sanitario e della perdita di lavoro», conclude Turco.

Sull’ex Ilva il Governo deve dare prova di responsabilità

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