“Pizzo” a mitilicoltori e a gestori di pescherie, scattano 6 condanne

“Pizzo” a mitilicoltori e a gestori di pescherie: scattano sei condanne. Nel processo celebrato con il rito abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Taranto, a sette anni e otto mesi sono stati condannati Cosimo e Nicola Blasi, padre e figlio; a due anni e otto mesi Luigi Porzio; a due anni Angelo Blasi; a un anno e otto mesi M.S. (pena sospesa); a un anno e mezzo A. M. e C.M. (pena sospesa). Nel collegio di difesa, tra gli altri, gli avvocati Maurizio Besio e Gianluca Sebastio.

Nel blitz “Piovra 2- Respect” gli arresti furono eseguiti nel 2017 dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale e dai militari della Capitaneria di PortoGuardia Costiera. Una persona finì in carcere, le altre cinque ai domiciliari. Le indagini interessarono persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione ai danni di titolari di impianti di mitilicoltura nel Mar Piccolo e di pescherie del capoluogo e della provincia jonica e al furto di prodotti ittici. L’attività investigativa poteva considerarsi la naturale prosecuzione dell’operazione “Piovra” che era stata condotta dell’aprile del 2016, sempre dai carabinieri del Comando provinciale e dalla Capitaneria di Porto-Guardia Costiera. Furono eseguite tredici ordinanze di custodia cautelare a carico di persone accusate di aver vessato gli operatori di categoria.

Furono coinvolti tre fratelli, tutti già noti alle forze dell’ordine. Ad uno dei tre era stata contestata la minaccia aggravata nei confronti di un operatore ittico che si era reso artefice di un tentativo di affrancarsi con i suoi colleghi dal giogo estorsivo, promuovendo un servizio di guardiania sugli impianti di coltivazione. Le attività tecniche, che erano state avviate da carabinieri e militari della Capitaneria, sotto la direzione della Procura ionica, a partire dal maggio del 2016 fecero emergere l’ipotesi che l’attività di polizia appena condotta non avesse debellato il fenomeno e che fosse invece in atto, da parte di persone vicine agli arrestati, la prosecuzione di estorsioni e di furti ai danni dei mitilicoltori. I colloqui, intercettati in carcere, tra uno degli esponenti di spicco del gruppo e i suoi familiari avevano fatto emergere la prosecuzione dell’attività illecita da parte di uno dei capi che, facendo valere una sorta di “diritto ereditario” dell’illecita pratica di riscossione, spendendo il nome del padre e con il pretesto del pagamento delle spese legali per il procedimento penale avrebbe avvicinato i miticoltori, pretendendo la consegna di denaro e in qualche occasione anche di cozze da rivendere in nero, minacciando in caso di diniego, il furto del prodotto dagli impianti.

Lo scenario era poi mutato a luglio del 2016, quando uno degli esponenti di spicco del gruppo era stato scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Dopo un breve periodo di assestamento aveva estromesso un suo parente dal giro delle estorsioni, costituendo un’autonoma associazione per delinquere composta dai suoi familiari e allargata ad un “collaboratore”, unico componente esterno del gruppo, tutti incensurati. Come è emerso nel corso delle indagini l’uomo avrebbe coordinato le attività estorsive indicando i nomi delle vittime, dalle quali pretendeva “il rispetto” (da qui il nome dell’operazione) e dirigendo gli altri componenti i quali riscuotevano il “pizzo” che aveva cadenza settimanale. Uno dei familiari fungeva da raccordo, fornendo le necessarie istruzioni al telefono al collaboratore esterno e agli altri parenti, da considerarsi a tutti gli effetti le figure operative dell’organizzazione, quali “esattori”. Assolveva anche alle mansioni di “tesoriere”. Se richiesto dalle circostanze, il capo interveniva di persona per condurre a più miti consigli coloro che non erano intenzionati a pagare o a consegnare pesce e frutti di mare, violando le prescrizioni imposte dal suo status di sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno. Gli investigatori hanno utilizzato intercettazioni ma anche riprese da terra ed a bordo di imbarcazioni.

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