«Cozza, così puntiamo sulla qualità»

La cozza nera tarantina entra nel Presidio Slow Food. L’evento è statao tenuto a battesimo mercoledì 27 aprile all’assessorato regionale all ‘Agricoltura. Al “Presidio” hanno aderito decine di mitilicoltori tarantini. Si tratta di una iniziativa di “ReMar Piccolo: natura e tradizioni per rivivere il mare”, un progetto realizzato dal Comune di Taranto grazie a un finanziamento del Por Puglia 2014/2020 – Asse VI – Azione 6.6. Sub-Azione 6.6.A “Riqualificazione Integrata dei paesaggi costieri”, e da Slow Food Puglia; il progetto rientra nella mission di ECO.PA.MAR – “Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo” e nelle finalità del “Parco regionale naturale del Mar Piccolo”. Per l’occasione è stato presentato il “Disciplinare tecnico” del “Presidio Slow Food della cozza nera tarantina” che, per la prima volta, definisce le procedure per la produzione della cozza nera tarantina, con determinati standard che garantiscono la qualità e la tracciabilità del prodotto e, al tempo stesso prevedono il rispetto dell’ecosistema mediante una maggiore attenzione alla produzione dei rifiuti e procedure per limitare l’impatto ambientale; il disciplinare “disegna”, soprattutto, una moderna impresa di mitilicoltura ecosostenibile attenta all’ambiente.

All’evento sono intervenuti: l’assessore all’agricoltura Donato Pentassuglia; il commissario prefettizio dle Comune, Vincenzo Cardellicchio; Marcello Longo, presidente Slow Food Puglia; Serena Milano, Direttore generale Slow Food Italia; Magda Di Leo, Istituto di Ricerca sulle Acque CNR – Taranto; Catia Bastioli, Amministratore delegato Novamont. Il marchio Slow Food è la garanzia che i mitilicoltori tarantini attendevano per rilanciare la produzione e l’appetibilità sul mercato della cozza tarantina. «La nostra cozza – spiega Luciano Carriero mitilicoltore e rappresentante della categoria in seno a Confcommercio – rischia l’estinzione, per questo bisogna correre ai ripari. Il presidio Slow Food ci garantisce un rilancio dle prodotto. Molte aree del nostro mare sono interdette alla coltivazione delle cozze, oggi è rimasto solo il secondo seno del Mar Piccolo. Nel primo seno si può fare solo la captazione del seme che ogni anno, entro il 28 febbraio, deve essere trasferito nel secondo seno fino a maturazione. Quindi, a scapito della quantità, oggi abbiamo l’obbligo di puntare sulla qualità». I numeri che indicano la necessità di politiche di sostegno al settore sono implacabili: «Fino agli anni duemila producevamo 200mila quintali di cozze all’anno e davamo lavoro a 1.500 famiglie. Oggi la produzione è scesa a 70/80 mila quintali e intorno alla produzione di cozze lavorano la metà degli addetti di un tempo, non più di 600 persone».

Ma ora si schiudono nuovi orizzonti. Carriero ne è certo: «Con slow food si apre un percorso per certificare la qualità della cozza e identificarla come prodotto storico locale della città perché la nostra cozza resta unica nel suo genere». Anche le modalità di produzione, però, devono adeguarsi ai tempi che cambiano, alla maggiore sensibilità per l’ambiente: «Abbiamo una cooperativa con 34 produttori per provare la produzione green. Già ora circa il 30% della produzione avviene con reti biodegradabili». In mare, però, si va sempre come un tempo. «Sì, questo può apparire il nostro punto di debolezza, perché lavoriamo a livello artigianale come si faceva cento anni fa, con le barche a remi. Ma proprio questo è invece il nostro punto di forza, perché questa è la caratteristica della nostra lavorazione. E questo è un aspetto che dobbiamo saper giocare come marketing». Tra i problemi da affrontare c’è sicuramente quello dei rifiuti: troppa plastica abbandonata sulla costa del Mar Piccolo.

Con lo Slow Food, però, queste cattive abitudini devono cessare. « «Per quanto ci riguarda – afferma ancora Carriero – abbiamo già fatto richiesta al Comune e all’Amiu per creare dei punti di sbarco e dei punti di raccolta dei rifiuti. Crediamo che la nuova amministrazione debba puntare su questo prodotto storico. Non a caso con la Confcommercio stiamo organizzando un programma di incontri con i candidati alla carica di sindaco, prevediamo visite guidate per fare vedere bellezza e sacrificio che si celano dietro il nostro lavoro. Bisogna toccare di persona la nostra realtà, dalla scrivania è facile parlare». Ma la vera piaga da sanare è l’abusivismo. Non è più possibile vedere decine di bancarelle per strada che vendono cozze di provenienza incerta e senza alcuna garanzia sanitaria: «Con la Confcommercio stiamo organizzando corsi di formazione per i mitilicoltori, soprattutto per preparare i giovani, i nuovi operatori. Serve legalità, ma purtroppo paghiamo trent’anni di abbandono della mitilicoltura da parte della politica. Il piano delle coste è l’unico strumento per garantire legalità, perché individua i punti di sbarco attrezzati, stabilisce gli approdi per lo scarico del prodotto, disciplina le concessioni demaniali. Così si può uscire dalla illegalità e puntare sulla qualità della cozza tarantina con beneficio per tutti». Poi c’è la necessità di rifarsi una verginità.

Anche sotto questo aspetto si può essere ottimisti. Dice Carriero: «Negli ultimi anni il nostro mare sta reagendo, sono ritornate forme di vita come i cavallucci marini e le tartarughe. Abbiamo bisogno di scrollarci di dosso l’immagine negativa di questi anni. Anzi, va detto con estrema chiarezza che oggi, proprio a seguito degli effetti prodotti dall’inquinamento, la cozza tarantina è la più controllata al mondo. Piuttosto, oggi il problema è un altro: la concorrenza sleale delle cozze acquistate dalla Grecia e poi immerse nel mare di Taranto e infine vendute come cozze tarantine». Un altro capitolo da aprire. Intanto godiamoci le prelibate cozze tarantine, da ieri presidio Slow Food.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

Cisl: «Pensionati e anziani i più penalizzati»

E’ quella dei pensionati e degli anziani la fascia sociale maggiormente penalizzata dall’attuale contesto generale del Paese, che presenta criticità sociali ed economiche aggravate dalla guerra in Ucraina e dalla persistente pandemia nelle sue varianti; e, quasi non bastasse, i redditi di questa categoria, di per sé già bassi, sono erosi dall’inflazione, penalizzati dal caro […]

Medaglie d’oro agli ingegneri, tutti i nomi

L’ingegno non ha tempo. Si è svolta nei giorni scorsi la cerimonia di consegna delle Medaglie d’oro agli ingegneri che festeggiano 50 anni dalla loro laurea in Ingegneria. Ospiti d’eccezione, come annunciato, sono stati l’ammiraglio di Squadra, Salvatore Vitiello, e l’ing. Michele Viglianisi, Eni, già direttore dello stabilimento di Taranto, ai quali è stata conferita […]

Truffano un anziano di 100 anni: 8 arresti

Una misura cautelare in carcere e sette ai domiciliari. Con la complicità del direttore di un ufficio postale e di un impiegato di banca avrebbero incassato polizze assicurative dell’anziana vittima per 650mila euro. Tutti i particolari nell’edizione di oggi di Taranto Buonasera in distribuzione fin dal mattino. Per leggere subito online basta abbonarsi ad un […]

Cinghiali, a Taranto più incidenti stradali

Sono 396 i casi di danni alle colture agricole direttamente causati dai cinghiali, in Puglia, dal 2009, con un totale indennizzi pari a 528mila euro che solo in parte hanno risarcito la perdita dei raccolti e la distruzione di materiale subita. La maggior parte di essi, ben 365, sono avvenuti a partire dal 2016. Complessivamente, […]