Girone “ostaggio” dell’India. Il caso dei Marò italiani

Il ministero indiano degli Interni si è espresso contro la concessione di un permesso natalizio per Salvatore Girone perché considerava la sua permanenza in India l'unica garanzia per il ritorno di Massimiliano Latorre.

Lo scrive oggi il quotidiano indiano “The Economic Times”, mentre si avvicina la scadenza del 12 gennaio entro la quale dovrebbe rientrare il fuciliere di marina colpito da ictus. Tali considerazioni compaiono in istruzioni scritte inviate ai ministeri della Giustizia e degli Esteri, in vista dell'udienza della Corte Suprema che poi respinse la concessione di un permesso di ritorno in Italia per Natale a Girone e il prolungamento del soggiorno di Latorre. “Il ministero degli Interni ha scritto che la richiesta di Girone doveva essere fortemente contrastata di fronte alla Corte Suprema. Veniva detto che la presenza di Girone in India era l'unica garanzia del ritorno di Latorre in India”, ha raccontato un alto funzionario, citato dal quotidiano.

La stessa fonte ha spiegato che il ministero degli Interni aveva espresso la sua obiezione in forma scritta anche in settembre durante le consultazioni interministeriali per decidere la posizione del governo di Nuova Delhi sulla richiesta di Latorre di tornare in Italia per curarsi. Allora il dicastero aveva dichiarato che in India erano disponibili migliori cure per Latorre e che se era così malato non era certo opportuno un lungo viaggio. Ma le due obiezioni furono ignorate e il governo non si oppose alla richiesta di ritorno. La Corte Suprema diede così il via libera ad un permesso di ritorno per quattro mesi per cure mediche.

“…Eppure sono innocenti… Eppure stavano svolgendo il loro dovere…”. È una delle frasi che Paola Moschetti, compagna del fuciliere di Marina Massimiliano Latorre, ha scritto sulla propria bacheca Facebook, in occasione degli auguri per il nuovo anno. Latorre, con il commilitone Salvatore Girone, è accusato di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. Per questo i fucilieri della Brigata San Marco sono trattenuti in India da quasi tre anni. Latorre, però, è in Italia con un permesso speciale, che scadrà il prossimo 13 gennaio, che la Corte suprema indiana gli ha concesso per curarsi da un ictus sofferto a Nuova Delhi.

“Desideri per il nuovo anno?”, si chiede Moschetti auspicando “che Massimiliano possa superare i suoi problemi di salute e ritrovare anche solo parte di quella serenità che l'ingiustizia che subisce gli sta togliendo di giorno in giorno, che Salvatore possa finalmente far rientro dai suoi cari, e che sia restituito a noi tutti parte di quel che ci è stato sottratto ponendo fine a questa acuta sofferenza”.

“Quando ci si appresta a salutare un nuovo anno – scrive ancora Moschetti – è sempre tempo di bilanci. Quello appena passato non posso definirlo positivo perchè aver visto il mio compagno rischiare la sua vita in un ospedale indiano e a distanza di quattro mesi esatti avere ancora serie problematiche di salute, non può rappresentare motivo di felicità”. “Vedere la luce di un terzo anno – continua – sapendo che la situazione giudiziaria che coinvolge ingiustamente lui ed il suo collega è ancora irrisolta, non regala certo tranquillità”. “Anche a Voi tutti – prosegue rivolgendosi ai sostenitori dei marò – auguro salute e serenità perché a mio avviso le uniche due cose che davvero contano, e Vi ringrazio per essere instancabilmente al nostro fianco, ormai siete parte delle nostre vite rappresentando un valore imprescindibile: la solidarietà!”. Infine la compagna di Latorre, nel post pubblicato il 30 dicembre, sottolinea che “sarà un brindisi amaro quello della mezzanotte, ma cercheremo di non togliergli quel retrogusto dolce che solo la speranza può regalare. Buon anno a tutti!”.

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