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Anche Taranto piange Pino Daniele

Anche Taranto piange Pino Daniele. Il cantautore napoletano scomparso in nottata a causa di un infarto, era particolarmente legato alla nostra città. Negli anni d’oro, quelli di concerti oceanici, prima con la sua formazione musicale, poi con il supergruppo che aveva ricomposto in occasione dell’ultimo tour, per il cantautore “nero a metà” Taranto era tappa fissa.

Dal Mazzola allo Iacovone, da Maricentro (1982, con Gato Barbieri) al Tursport, Pino aveva deliziato una città assetata di buona musica. Un  concerto di Pino Daniele per i tarantini era più di un evento, era un incontro con un amico. Certo, anche il dialetto semplificava, ma un concerto di Pino era un forte attrattore. Più di un concerto di Dalla e De Gregori, per intendersi. Era il ’79, e se la corazzata di Banana Republic allo stadio Iacovone fece saltare il banco, l’artista napoletano succesivamente riempì le gradinate dello stesso stadio con i suoi due album di maggior successo, “Nero a metà” e “Vai mo”. Un’apoteosi, con De Piscopo e Tony Esposito, James Senese e Joe Amoroso, una superband con cui aveva lavorato in studio e reso lo stesso suono dal vivo.

Di quel periodo sono canzoni come “Quanno chiove”, “Voglio di più”, “A me me piace o’ blues”, “A testa in giù”, la splendida “Alleria”; Yes I Know My Way, Notte che se ne va, Viento e terra, Che te ne fotte. Un repertorio straordinario in aggiunta alle già famose “Napule è”, “Je so’ pazzo”, “’Na tazzulella e’ cafè” e “Je sto vicino a te”.

A Taranto aveva l’abitudine di incontrare i giornalisti prima del concerto. Confrontarsi per capire quali fossero le impressioni sulla sua musica, quella in studio e quella dal vivo. Pino Daniele da quel musicista straordinario che era, amava più il ‘live’ che lo studio, ma voleva capire fino in fondo come la sua musica, elaborata in sala di registrazione arrivasse al suo pubblico. Era uno attento, ci metteva l’anima, il soul per dirla con una sua licenza, in tutto quello che faceva. Parlava di musica un’ora di fila, salutava la compagnia se il giornalista gli rivolgeva domanda. Le sue chiacchierate senza rete erano l’aspetto più bello degli incontri con l’artista che non c’è più.

Accanto, dietro il suo camper, sennò il pubblico appena arrivato lo avrebbe reclamato per una foto, un autografo. E allora, prima di darsi al suo pubblico, il cordiale faccia a faccia. Oltre alla musica, Daniele di contagioso aveva il sorriso. Nei concerti tarantini, quando il pubblico reclamava la sua bellissima “Quando”, scritta per un film del suo amico Massimo Troisi, il cantautore alludeva gli scherzi che fa il cuore. Come il suo di cuore, “bypassato” una, due, tre, quattro volte, che non ha retto all’ultimo assalto di questa notte.

Intanto sarà lutto cittadino a Napoli nel giorno dei funerali di Pino Daniele. Oltre al lutto cittadino,il primo cittadino Luigi de Magistris ha manifestato la volontà di ricordare il cantautore napoletano, stroncato da un infarto a 59 anni, con altre iniziative che saranno messe a punto nei prossimi giorni.

Numerosissimi i messaggi e le iniziative, come quella preannunciata dal presidente del Napoli, De Laurentis (“Pino sarà ricordato domenica allo stadio”). “Ciao Pino. Ciao uomo fatto di musica, amico generoso e artista grandissimo. Grazie di essere passato di qua a portare tutta questa bellezza”. Così Lorenzo Jovanotti ricorda su Twitter Pino Daniele, “Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perchè eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista”. Eros Ramazzotti ricorda così su Facebook Pino Daniele. “Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo…”, scrive Ramazzotti.  Anche Laura Pausini ha dedicato un pensiero a Pino Daniele. “Ho appena saputo che Pino è volato in cielo. Sono molto scossa, immobile nel letto perchè mi sembra impossibile…”, scrive sul social network. “Alla tua famiglia e ai tuoi figli, il mio pensiero e il mio abbraccio. A noi tuoi fan rimani per sempre tu Pino Daniele. Con la tua arte unica”.