«Studio 100 licenzia tutti nel silenzio generale». L’Azienda replica: «Continuiamo ad esistere»

«Chiediamo all’azienda un passo indietro, ritiri i licenziamenti ed avvii un confronto sindacale vero, rafforzando la richiesta di apertura di un tavolo regionale». È quanto chiedono, in una nota, Slc Cgil e Assostampa in riferimento alla vertenza Studio 100. Come noto, da alcune settimane, a Taranto, non si riceve più il segnale della storica emittente dopo la riassegnazione dei canali. «All’indomani della Festa dei Lavoratori del 1 Maggio, proprio da Taranto denunciamo chi, probabilmente, ha denigrato il valore del lavoro e delle persone mostrandosi come il peggiore padrone delle ferriere del 1800. Non più di 1 mese fa avevamo sollevato il problema che si sarebbe generato dalla nuova assegnazione delle frequenze radiotelevisive per la città di Taranto, con la scomparsa dal canale 15 di Studio 100 TV, penalizzando nuovamente ed oltremodo la città di Taranto e chi lavora per quell’emittente – evidenziano Slc Cgil e Assostampa – Avevamo chiesto un tavolo regionale di confronto e, contestualmente, avviato un tentativo con l’azienda di aprire un confronto per affrontare le eventuali soluzioni.

Dopo la vertenza Studio 100 legata al passato e che è sfociata nella bancarotta e nelle vicende giudiziarie ancora in via di definizione, si apre una nuova bufera dove il conto verrà pagato dai tarantini che non avranno più un’emittente televisiva locale ed i lavoratori che, senza alcuna colpa, stanno ricevendo in queste ore le lettere di licenziamento. Nonostante un nostro tentativo di aprire un dialogo con azienda, qualcuno pensa che gli obblighi dettati dai contratti e dalle relazioni industriali siano oggetti da usare a proprio uso e consumo, senza rispetto delle regole: abbiamo avuto, a seguito della nostra richiesta, un incontro con il consulente del lavoro che si è presentato dicendo di essere stato mandato da azienda senza alcun informazione necessaria allo sviluppo del confronto e che poi ha cessato il giorno dopo il suo rapporto con l’azienda. Questo è Studio 100 oggi a Taranto».

«Continuiamo ad occuparci di lavoro, lontani dalla retorica con cui troppo facilmente si parla di lavoro e delle ricade sulle famiglie di chi lavora: chiediamo all’azienda un passo indietro, ritiri i licenziamenti ed avvii un confronto sindacale vero, rafforzando la richiesta di apertura di un tavolo regionale. Chiediamo anche alla politica locale, quella tarantina, piena di buoni propositi in questi giorni di campagna elettorale, di contribuire a rafforzare la nostra posizione: niente licenziamenti ma si apra confronto. Noi ci siamo e continueremo per raggiungere il risultato migliore per quei lavoratori e per provare a dare ai tarantini uno strumento vero per la crescita di una comunità come quello dell’informazione locale».

Al momento sono quattro i lavoratori che hanno già ricevuto le lettere di licenziamento «un numero già considerevole – osservano Slc Cgil e Assostampa – non avendo alcun riscontro aziendale, avremo consapevolezza del numero definitivo solo nei prossimi giorni». Sull’argomento si registra il commento di Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, presidente della commissione d’inchiesta sulla criminalità. «Quando si spegne una voce d’informazione è sempre una sconfitta per la democrazia. La pluralità dell’informazione è una garanzia per tutti, è la possibilità di potersi formare un proprio punto di vista anche lì dove c’è chi vorrebbe che passasse il pensiero unico. L’informazione televisiva privata è poi doppiamente garanzia di libertà di informazione, non sei costretto a pagare un canone, né risente di questo o quel governo e dei partiti che lo compongono… Ma la chiusura di Studio 100 è molto, molto, molto di più – osserva Perrini – E’ la fine di un’epoca: i suoi tg mi hanno accompagnato per tutta la vita, posso tranquillamente affermare che la mia voglia di fare politica è stata alimentata anche dai loro servizi giornalistici che denunciavano tante tragedie che noi tarantini abbiamo vissuto e, per molti versi, viviamo ancora sulla nostra pelle. Studio 100 ci ha raccontato la nostra città, il nostro territorio, le nostre storie ci ha fatto sentire una comunità e ci ha convinto a lottare sempre più per i nostri diritti, perché in tutti questi anni ha saputo dare voce a tutti. Per questo mancherà tantissimo. Infine, una considerazione da imprenditore: da oggi la città sarà l’unica provincia pugliese a non avere una sua tv privata di riferimento identitario.

Tutti, politica e mondo produttivo in primis, dovrebbero fare una riflessione seria su questo». Michele Mazzarano, consigliere regionale Pd: «La chiusura di Studio 100 è una triste notizia difficile da accettare. Lo è innanzitutto per i lavoratori che stanno ricevono le lettere di licenziamento, e vengono violentemente catapultati in una condizione di incertezza per il loro futuro professionale, nonostante i tanti anni spesi negli studi televisivi. È una brutta notizia per quello che Studio100 rappresenta per Taranto e la Puglia, punto di riferimento per i cittadini con la sua storia lunga e significativa. Ed è spiacevole per la grave perdita che colpisce il pluralismo dell’informazione». «Più voci d’informazione ci sono, maggiori sono le opinioni a confronto, più è fervido il dibattito e crescono le possibilità per i telespettatori e per i lettori, di costruire un’idea propria ed indipendente. Taranto viene da quasi un decennio caratterizzato dalla fine di diversi organi di informazione (Corriere del Giorno, Blustar Tv e Taranto Oggi) e si ritrova a doverne affrontare un’altra, proprio quando, in un momento particolare, necessita maggiormente di dibattito democratico. Per questo intendo esprimere tutta la mia solidarietà e vicinanza ai giornalisti e agli operatori chiamati oggi a dovere affrontare questa difficile situazione professionale ed esistenziale».

LA REPLICA DEGLI EDITORI DI STUDIO 100:
« Le allarmanti notizie diffuse in rete parlano di una chiusura delle trasmissioni della nostra emittente televisiva Studio 100 tv. La stessa invece continua a diffondere regolarmente le proprie trasmissioni e i propri telegiornali sul canale 85 del digitale terrestre e in streaming sul sito internet www.studio100.it e sulla pagina facebook dell’emittente.

Per quanto riguarda la riduzione di personale in atto, questa è la diretta conseguenza della recente modifica delle frequenze che ha penalizzato Studio 100 tv e di conseguenza soprattutto la città di Taranto. Un fatto, noto da tempo, di cui la politica non se ne è occupata come avrebbe dovuto.

Intanto si resta in attesa delle determinazioni del Ministero dello Sviluppo Economico dove è stata presentata una domanda per rendere fruibile tecnicamente a tutti i telespettatori della città di Taranto la possibilità di ricevere, nel migliore dei modi sul canale 85, le trasmissioni di Studio 100 tv».

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