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Acciaierie-Peyrani Sud, prove di “tregua”

Il porto di Taranto

Scontro Acciaierie d’ItaliaPeyrani Sud, si cerca la via della “tregua” dopo un fine settimana all’insegna delle polemiche. Come è noto, Peyrani Sud è l’azienda che si occupa dello scarico delle materie prime per Acciaierie d’Italia. L’azienda di logistica e trasporti ieri mattina ha incontrato a Taranto i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil e, pur confermando di essere in attesa dei pagamenti arretrati da parte dell’ex Ilva per un importo complessivo di una decina di milioni, non ha ancora deciso se fermare al quarto sporgente portuale lo scarico dei minerali per la produzione dell’acciaio, oppure proseguirla. Come riporta l’agenzia Agi, citando fonti sindacali, le trattative tra Peyrani e Acciaierie d’Italia sul rinnovo del contratto in scadenza, si sono bruscamente interrotte, che l’ex Ilva ha chiesto a Peyrani Sud una riduzione di circa il 7% del prezzo delle nuove prestazioni e che intende acquistare le gru di proprietà Peyrani e da questa utilizzate per la movimentazione. Le stesse fonti hanno spiegato che ex Ilva avrebbe acquistato due nuove gru ma ne avrà la disponibilità solo nei prossimi mesi, pare a gennaio 2023. L’acquisto delle gru da Peyrani, avrebbe una duplice finalità: mettere l’ex Ilva nelle condizioni di gestire con piu’ autonomia lo scarico delle materie prime, selezionando le imprese cui affidarlo, e potenziare la dotazione impiantistica del quarto sporgente in relazione ai futuri, obiettivi di produzione stimati in aumento.

Intanto, in queste ore, Peyrani non sta scaricando materie prime perchè, spiegano le fonti, pur essendoci diverse navi ferme nella rada di Taranto, tutte pronte a scaricare, queste non attraccano poichè attendono che l’ex Ilva prima regolarizzi i pagamenti delle forniture. A fronte della possibilità che Peyrani – da 50 anni presente nell’area di Taranto, dove è giunta con l’industrializzazione – lasci l’attività al quarto sporgente, Acciaierie d’Italia ha già fatto sapere di considerare “illegittima” tale decisione e di riservarsi ogni utile iniziativa a tutela aziendale. In caso di disimpegno di Peyrani – che occupa una sessantina di dipendenti diretti più un’altra quota della compagnia portuale per un totale di 100 addetti – ci sarebbero altre aziende pronte a subentrare. I sindacati hanno chiesto a Peyrani Sud di aggiornare il confronto.