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Il Cabrini si qualifica alla seconda fase del Festival imprenditorialità giovanile

L’istituto Cabrini di Taranto si qualifica per la seconda fase del festival dell’imprenditorialità giovanile vincendo la sfida regionale organizzata da Ja Italia. L’istituto di Taranto al centro di un progetto ad alto contenuto formativo, che rappresenta un vero trampolino di lancio per il mondo del lavoro, fortemente voluto dalla dirigente prof. ssa Angela Maria Santarcangelo e dalla vice preside prof.ssa Anna Locantore. “Impresa in azione” il nome del progetto proposto su piattaforma nazionale da Ja Italia. Il progetto prevede la costituzione di una mini-impresa a scopo formativo da parte degli studenti che ne curano la gestione, dal concept di un’idea al suo lancio sul mercato.

Questo processo, ricco di contenuti e strumenti consolidati, offre un’esperienza professionalizzante a stretto contatto con le aziende e il mondo esterno. Cab Bio Lab il nome della mini impresa costituita dagli studenti del Cabrini per la produzione di biocosmetici formulati con principi attivi naturali del territorio pugliese, estratti dai vitigni locali. In questo percorso gli alunni dell’istituto Cabrini di Taranto sono stati supportati e guidati dalla prof.ssa Daniela Gaita, nella sua duplice veste di docente di economia aziendale e di esperto, dottore commercialista nonché segretario del direttivo Aido (Associazione Italiana Dottori Commercialisti) della sezione di Taranto, in virtù di un accordo di collaborazione tra Aidc Nazionale e Ja Italia che prevede il supporto volontario dei dottori commercialisti iscritti all’associazione per promuovere l’educazione imprenditoriale e finanziaria nelle scuole. Gli studenti sono stati affiancati dai tutor scolastici prof.ssa Maria Messinese, prof.ssa Ada Iannotta, prof. Antonio Loddo e dalla dott.ssa Marina D’ambrosio responsabile Ja Italia per il Mezzogiorno.

In linea con il format didattico della mini-impresa gli studenti hanno organizzato il team imprenditoriale come una vera realtà aziendale, dotandosi di una struttura manageriale e di ruoli operativi ed hanno documentato i vari passaggi che li hanno condotti, nel rispetto delle prassi e delle regole, a sviluppare concretamente l’idea imprenditoriale, abilitando una micro-attività commerciale. I giovani imprenditori dell’istituto Cabrini hanno raccolto il capitale, redatto atto costitutivo e statuto dell’impresa e l’hanno iscritta al registro delle mini-imprese Ja presso la Camera di Commercio di Taranto, hanno stretto un partenariato con una società leader nel settore dei vini, l’impresa Varvaglione per la fornitura della materia prima (vinobio) di altissima qualità per la produzione. Gli studenti hanno avviato le attività, affrontando le fasi di prototipazione di una linea di cosmetici ecobio utilizzando materie prime naturali tipiche del territorio (vino, olio). Alla base di tutto ciò, vi è stato uno studio di fattibilità tecnica ed economica, una corretta analisi dello scenario di riferimento e della propria clientela obiettivo, la ricerca di fornitori per l’acquisto di materie prime, la definizione di una strategia di prezzo, nonché dei canali distributivi in attesa di ottenere le certificazioni necessarie.

Il team ha creato un marchio e gestito professionalmente tutte le attività di comunicazione, dalla stampa delle brochure di prodotto, alla pubblicazione di un sito web, alla gestione dei profili social alla creazione di una app a realtà aumentata. I vari indirizzi attivi nell’istituto scolastico hanno partecipato all’impresa con le rispettive competenze. Responsabili delle aree, che hanno brillantemente esposto l’elevator pitch alla giuria di esperti sono stati: Vincenzo Vinzi per l’area comunicazione e Marika Tenna, amministratore delegato entrambi della V A indirizzo economico aziendale, Yaroslav Shevchenko e Raffaella De Leonardo per l’area grafica creativa entrambi della V A indirizzo grafico e Francesca Leone per l’area produzione della IV A indirizzo chimico. Il percorso si inserisce anche in un’ottica di valorizzazione del territorio e delle risorse dell’economia locale.