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Taranto, sogno spaziale «Nuove opportunità»

«La scelta di Grottaglie come Spazioporto Europeo ci inorgoglisce come imprenditori ma soprattutto mette in campo una nuova opportunità legata al turismo per l’intera area jonica. Infatti il ruolo non solo di Grottaglie ma anche Taranto nel settore della Space Economy sarà assolutamente legato alla crescita dei servizi turistico culturali che saranno capaci di attrarre i “nuovi ricchi globali” che decideranno di partire dal nostro spazioporto con vettori suborbitali, satelliti e mini satelliti».

Fabio Montefrancesco, presidente della Sezione Agroalimentare Cultura e Turismo di Confindustria Taranto, è sicuro: l’aeropazio «creerà nuove opportunità di business per tutte le aziende che si occupano di turismo, hospitality e dell’economia del mare» e «Taranto accoglierà un numero sempre maggiore di “nuovi turisti”, un target di turisti “altospendenti” che arriveranno nella nostra provincia ed avranno bisogno di tutti quei servizi sia turistici che culturali ai quali sono abituati». Concreta, per quanto avveneristica, possibilità di sviluppo, o fantascienza? In merito allo spazioporto gli industriali tarantini sembrano non avere dubbi. «Sono convinto che Confindustria Taranto, come è nei programmi del nostro presidente Salvatore Toma, potrà seguire da vicino, e operativamente, le logiche che gravitano attorno al progetto aerospazio, incentivando la realizzazione di infrastrutture e servizi consoni ad un turismo proveniente da tutto il mondo e sicuramente di alta gamma» dice Montefrancesco. Da qui «la proposta di candidare Taranto ad Hub europeo del turismo aerospaziale» lanciata dall’esponente di Confindustria.

PRIMO IN ITALIA
L’Arlotta è ufficialmente il “primo spazioporto italiano” da quando è arrivato, due anni fa, il via libera dell’Enac al “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli spazioporti”. Un passaggio fondamentale per il processo che dovrebbe consentire di rendere utilizzabile lo scalo secondo il decreto numero 250 del 2019 del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti. Ma quali mezzi potrebbero volare da Grottaglie? Si è parlato dell’interesse dell’americana Virgin Galactic, la compagnia fondata da Richard Branson, che ha già costruito un veicolo aerospaziale per voli suborbitali, lo SpaceShipTwo. A maggio 2019 si è tenuta la conferenza internazionale Grottaglie Spaceport for Europe, che ha visto impegnato anche il Distretto Tecnologico Aerospaziale Puglia guidato da Giuseppe Acierno.

IL CRIPTALIAE SPACEPORT
A gennaio 2022, con la fine della pandemia Covid all’orizzonte e una guerra in Europa che nessuno avrebbe potuto anche solo pensare, sono stati avviati a Roma i lavori per rendere “operativo concretamente” lo spazioporto Criptaliae Spaceport, con sede Grottaglie. Il progetto è quello di un polo di eccellenza per i voli suborbitali ma anche per la Advanced Air Mobility e per le principali attività previste dal Piano strategico nazionale sulla nuova mobilità aerea. “I partecipanti hanno condiviso la visione dell’Enac di aderire a un consorzio appositamente costituito per la gestione dell’infrastruttura e si sono impegnati, nel breve periodo alla definizione delle opere da realizzare individuando anche i necessari finanziamenti per rendere operativo il progetto di Grottaglie e farsi trovare pronti, come sistema Paese, per rispondere alle importanti previsioni di crescita del settore aerospaziale e ai conseguenti risvolti in termini occupazionali ed economici” è quanto specificato dopo l’incontro romano.

Il tavolo istituzionale ha visto la partecipazione anche dei vertici della Regione Puglia, del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, dello Stato Maggiore Aeronautica, dell’Agenzia Spaziale Italiana, dell’Enav, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), dell’Enea, della Marina Militare e della società Aeroporti di Puglia. «L’avvio del tavolo istituzionale con la nostra proposta di costituire un consorzio tra tutti gli attori principali del Grottaglie Spaceport identifica nel progetto Criptaliae Spaceport e, più in generale, nella Regione Puglia, il laboratorio ideale dell’aerospazio nazionale. Rappresenta solo la punta di un iceberg di un polo tecnologico integrato. L’obiettivo è quello di garantire al nostro Paese un ruolo leader nel settore dell’innovazione tecnologica aerospaziale e conseguire l’insediamento di imprese pronte a scommettere nel futuro prossimo del trasporto aereo nello scalo di Grottaglie, trasformando un luogo del Sud Italia in un polo di eccellenza, centro di interesse globale, con le relative ricadute occupazionali ed economiche e lo sviluppo di elevate professionalità in tutti gli ambiti che compongono il comparto» sono le parole di Pierluigi Di Palma, grottagliese, dal primo luglio 2021 presidente dell’Enac.

L’Enac è l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, l’autorità di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile, che mira ad imprimere «un’accelerazione alle direttive del ministro Enrico Giovannini per l’attuazione della New Space Economy, voluta per promuovere lo sviluppo sostenibile del volo commerciale suborbitale, nella considerazione che spazio e aerospazio sono due settori fondamentali e strategici per l’interesse del Paese con ricadute positive sull’intera economia». Da parte sua, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è uno dei più fervidi sostenitori del progetto spazioporto: «All’inizio ricordo che qualcuno mi raffigurava con la tuta di astronauta dicendo che stavo sognando. Invece abbiamo fatto bene ad insistere, perché l’Italia e l’Unione europea credono nella realizzazione dello spazioporto di Grottaglie. Lo spazioporto è un luogo dove probabilmente si costruirà l’innovazione non solo italiana, ma internazionale, del modo di volare» le parole del governatore pugliese dopo il vertice romano. «Con i progressi tecnologici in atto, è probabile che non sarà necessario volare come abbiamo fatto fino ad oggi: grazie al volo suborbitale riusciremo ad abbreviare i tempi in maniera straordinaria, ad una velocità che oggi è impensabile. Questo processo avrà ricadute immense nel medio e lungo periodo, perché farà crescere le università, le aziende, il turismo, il prestigio internazionale. Strutture di questo genere sono pochissime e in tutto il mondo conosceranno Grottaglie e Taranto come sede dello spazioporto europeo e italiano».

SETTEMILA POSTI DI LAVORO
Complessivamente, ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci, «l’aerospazio costituisce per la Puglia un asset di particolare rilievo, come dimostrano da una parte le politiche regionali dell’ultimo decennio che hanno generato rilevanti investimenti anche nell’ambito della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale, dall’altro il numero di imprese oggi esistenti che impiegano circa 7000 addetti ed esportazioni per quasi 339 milioni di euro nel 2021, nonostante le difficoltà determinate dalla pandemia. L’importanza di questa filiera (dalla produzione di componentistica ai software) è rappresentata, inoltre, dalla necessità di sviluppare competenze, processi e tecnologie, coerenti con le strategie comunitarie che fondano nelle dinamiche del cambiamento tecnologico e nella rapida evoluzione delle tecnologie abilitanti la mutazione strutturale dei sistemi economici». La Regione ha recentemente pubblicato l’avviso con il quale intende sostenere il potenziamento dell’Infrastruttura di Ricerca Airport Test Bed di Grottaglie incrementando la collaborazione tra imprese e strutture di ricerca e consolidando il legame tra la comunità scientifica di eccellenza nazionale e internazionale e il tessuto produttivo regionale. L’avviso ha una dotazione di 11 milioni di euro a valere sulle risorse del POR Puglia 2014/2020, Azione 1.7 e sarà gestito da Puglia Sviluppo in qualità di organismo intermedio.

L’ALTRA SFIDA: I DRONI
Proprio presso l’aeroporto di Grottaglie sono stati presentati i risultati delle attività sviluppate nell’ambito di una iniziativa finanziata dall’Agenzia spaziale italiana da Telespazio e Leonardo, con il supporto tecnico di Enav e la collaborazione del Dta (Distretto tecnologico aerospaziale) e di Planetek. Garantire standard di sicurezza adeguati e massima precisione in ogni fase di volo attraverso l’utilizzo di sistemi di navigazione satellitare, in particolare di Galileo, ai velivoli a pilotaggio remoto “RemotelyPiloted Aircraft Systems” e “UnmannedAircraftSystems”, integrandoli nel sistema nazionale di gestione del traffico aereo: questo l’obiettivo del progetto di ricerca Urano, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana con il supporto tecnico di Enav e realizzato da Telespazio – una joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%) – in collaborazione con Leonardo. Il progetto, giunto alla fase dei test di volo, intende favorire, attraverso l’uso di sistemi Gnss, quali Gps, Egnos e Galileo, l’inserimento nel sistema di gestione del traffico aereo dei velivoli a pilotaggio remoto con peso al decollo superiore di 150 kg e utilizzati per operazioni civili. Le prove di volo sono state eseguite con l’elicottero a controllo remoto SW-4 Solo di Leonardo. In particolare, il dimostratore multiruolo a pilotaggio opzionale (era presente un pilota a bordo ma tutte le operazioni sono state condotte da remoto) ha consentito lo sviluppo e la customizzazione di strumenti come il Virtual Cockpit, un’interfaccia da cui è possibile monitorare le performance durante l’operatività di un drone.

I test di volo e le soluzioni identificate sono state sviluppate e testate all’interno dell’aeroporto di Grottaglie- Taranto presso i laboratori del Distretto tecnologico aerospaziale. Il presidente del Dta, Giuseppe Acierno, nell’intervento di saluto ha ricordato il lavoro svolto negli anni per costruire prima e rafforzare poi il ruolo dell’aeroporto di Grottaglie nelle svolgimento di attività di ricerca e di sperimentazione legate ai droni. Lo scorso febbraio l’Aeroporto di Grottaglie ha ospitato la fase di test di un progetto, AcrOss, per lo sviluppo di tecnologie, a terra e a bordo, che rendano sicuri ed efficienti le operazioni di volo dei droni a bassa quota, con particolare attenzione allo spazio aereo che circonda gli aeroporti e le aree sensibili per le quali è necessaria l’autorizzazione ad accedere. AcrOss ed è cofinanziato dal Miur (ministero dell’Università e della Ricerca) e sovvenzionato dai fondi strutturali europei 2014/2020.