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Anche a Taranto si può ridurre lo spreco alimentare

Anche a Taranto si può ridurre lo spreco alimentare e farmaceutico, un percorso già avviato in altre realtà italiane, un obiettivo già raggiunto in alcune città con risultati a dir poco straordinari. Certo la strada è lunga, ma si può fare! Questo è il forte messaggio che giunge dal primo “Spreco Zero Day” tenutosi a Taranto, una giornata in cui si sono dati convegno nella città bimare istituzioni, esperti e operatori per confrontarsi sullo stato dell’arte del settore. L’impronta del futuro”: questo è stato il titolo del convegno organizzato nel primo “Spreco Zero Day” che si è tenuto presso il Castello Aragonese, location resa disponibile dal Comando Marittimo Sud Marina Militare. Oltre agli “addetti ai lavori” la sala è stata letteralmente gremita da oltre 120 studenti di “Formare Puglia” e degli istituti scolastici “Archimede”, “Cabrini” e dell’Istituto alberghiero “Mediterraneo”.

Nell’occasione è stato presentato dal progettista tarantino Giuseppe Cavallo “SprecoZeroTaranto”, il progetto che intende, per la prima volta sul nostro territorio, affrontare in maniera sistemica il problema dello spreco alimentare e farmaceutico. Finanziato dalla Regione Puglia mediante l’Avviso Pubblico “2018 Sprechi alimentari”, con capofila il Comune di Taranto vede all’opera un ampio partenariato: Amici di Manaus, Apmarr, Europa Solidale Onlus, LaRosa srls, Aps Troisi Project, Noi e Voi, Federconsumatori e Banco Alimentare. Il convegno, moderato Maria Teresa Liuzzi e Alessandro Zoriaco dell’Aps Troisi Project, è stato aperto da dai saluti di Francesco Riondino, Presidente Csv Taranto. Sono intervenuti poi Salvatore Toma, il presidente Confindustria Taranto che ha garantito la massima disponibilità a coinvolgere il mondo dell’impresa locale in progetti che riducano lo spreco alimentare, e Domenico Zambetta, presidente Federconsumatori Puglia che ha illustrato le iniziative già realizzate per sensibilizzare i giovani a un consumo consapevole. L’obiettivo da raggiungere è stato indicato da Giorgio Casagranda, presidente “Trento solidale” e Csv Trento, che – anche con l’ausilio di video – ha mostrato la realtà di “Trento Solidale”: partita 12 anni fa con 5 volontari, oggi ne conta quasi 700 che, sei giorni a settimana, ogni giorno raccolgono in 330 punti di raccolta, a Trento e in provincia, 80 quintali di cibo distribuendolo in giornata ai bisognosi: 4.500 pasti ogni giorno con 285.000 persone, molte in comunità, raggiunte ogni anno.

I volontari non percepiscono un centesimo, neanche come rimborso spese, e vengono affiancati da lavoratoti di “pubblica utilità” e da studenti impegnati nell’alternanza scuola-lavoro, con un’organizzazione che comprende 19 furgoni e diversi locali e utenze, i cui costi – circa 300.000 euro/anno – sono sostenuti per un terzo grazie a un contributo della Provincia autonoma di Trento e per il resto da donazioni di aziende e privati! Esperienze molto diverse sono state illustrate nei collegamenti video da Luca Raffaele di “NeXt Nuova Economia per Tutti” da Firenze, Roberto Vho del “Crs – Centro Raccolta Alimentare” da Lodi, lo “chef del riciclo” Peppe Aloisi da Catania, Patrizia Marco Ranieri di “Avanzi popolo 2.0” da Bari, e Daniele Ferrocino di “Emporio della solidarietà” da Lecce. In presenza è intervenuto Carmine Passarelli, Retail manager di “Pascar”, importante catena di supermercati di Taranto che, da sempre attenta al sociale, già da anni conferisce alimentari e altro a organizzazioni di volontariato per la loro distribuzione ai bisognosi della città; in sala, infine, sono intervenute Patrizia Capobianco, dirigente scolastico dell’istituto “Archimede” Taranto, Maria Anna Carelli della “Comunità Emmanuel” di Taranto e Ilaria Palma di Made in Carcere di Lecce. È stato un convegno che ha presentato a Taranto numerose Buone pratiche realizzate in tutta Italia per ridurre lo spreso alimentare e farmaceutico, tracciando così la rotta da seguire nei prossimi mesi per i partner del progetto “SprecoZeroTaranto”.