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Cosa succederebbe se chiudesse l’ex Ilva

È in corso un dibattito caloroso sulla situazione reale del siderurgico
L'ex Ilva

È in corso un dibattito caloroso (Taranto Buonasera del 20/5 parla giustamente di “lite”) sulla situazione reale dell’ex Ilva tra vari soggetti di interessi pubblici (partiti, sindacati, ecc.) ma le preoccupazioni ed il pensiero della popolazione, quella senza posizioni di parte, risultano assenti. Molle tarentum? Forse, ma è doveroso intervenire almeno per dire ciò che finora non è apparso nelle argomentazioni dei soggetti di interessi pubblici tra i quali comprendiamo anche le associazioni ambientaliste che sono comunque “di parte” a differenza dell’Arpa che è una istituzione pubblica responsabile, non giuridicamente equiparabile a tali Associazioni.

Però nel dibattito non è apparso un criterio che è presente solo per l’acciaieria di Taranto tra tutte le altre acciaierie esistenti in Europa: a Taranto come criterio di inquinamento viene presentato all’opinione pubblica solo il criterio e quindi le misurazioni individuate dagli ambientalisti, in Europa invece quelle indicate dall’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale definita dalla normativa europea). Non parliamo degli altri continenti dove non esistono proprio queste misurazioni e l’inquinamento è più facile. Inoltre a Taranto viene con facilità richiesta da alcuni la chiusura dell’ex Ilva, come se la chiusura risolvesse tutto. Non parlano dei problemi irrisolvibili che provocherebbe la chiusura: superficie di molti chilometri quadrati, la più grande del mondo, come fonte di inquinamento. Alcuni mesi fa ne hanno parlato solo i tecnici della materia ma le loro importanti informazioni sono rimaste inascoltate. Pare che sia più inascoltata e condivisa la sollecitazione a chiudere. Ciò è molto preoccupante per la popolazione e perciò anche per la storia di Taranto. È importante che i cittadini approfondiscano queste nozioni da un punto di vista scientifico, altrimenti si ragiona e si decide “al buio”.

Allora, come semplice espressione del popolo, mi permetto sollecitare tutti i protagonisti del dibattito a considerare anche questi due aspetti: l’obbligo di osservare il criterio dell’Aia e l’obbligo di valutare le conseguenze per la salute della più grande fonte di inquinamento ambientale che ci resterebbe se chiudessimo gli stabilimenti ex Ilva. Noi cittadini comprenderemmo meglio la realtà. Speriamo bene.