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Verso il voto. Scrutatori nominati, è polemica

L’affondo di Venturini (Taranto Mediterranea). Critiche anche da Manzulli (Taranto Crea)
Un seggio elettorale

«Il forte rischio è che la nomina degli scrutatori possa rappresentare un possibile voto di scambio». Lo afferma Alfredo Venturini, coordinatore della lista Taranto Mediterranea, in riferimento alla nomina degli scrutatori per la composizione dei seggi per le elezioni comunali del 12 giugno. «Abbiamo appreso che il Commissario straordinario Prefetto dott. Vincenzo Cardellicchio al Comune di Taranto, ha convocato la Commissione elettorale comunale nella sede del Comune di via Acton n.77 (Comando di Polizia Locale), in pubblica adunanza il 23 maggio u.s., alle ore 10, per procedere alla nomina degli scrutatori che saranno destinati agli uffici di sezione per i referendum popolari e per le elezioni amministrative di domenica 12 giugno 2022. Abbiamo già rappresentato al commissario le nostre preoccupazioni per un uso spregiudicato da parte dei consiglieri comunali dimessi del loro mandato in commissione elettorale. Il forte rischio che la nomina degli scrutatori possa rappresentare un possibile voto di scambio. Tale rischio – sostiene Venturini – pare ulteriormente confermato dalle dichiarazioni alla stampa di uno degli stessi componenti la commissione: ”cerco, cerchiamo di aiutare chi ha delle difficoltà economiche e quindi preferibilmente disoccupati e precari”. A che titolo li aiuta? Come candidato al consiglio comunale in campagna elettorale?

Lo stesso avrebbe dichiarato che gli sarebbero giunte segnalazioni per scrutatori da nominare anche in maniera trasversale. Sarebbe bene che facesse i nomi di questi “segnalatori trasversali” magari svelando qualche furbastro di mestiere… Ma la cosa più sorprendente – evidenzia il coordinatore della lista che fa parte della coalizione Ecosistema Taranto 2022 a sostegno del candidato sindaco Rinaldo Melucci – è che mentre nella sala di via Acton si procedeva alla nomina, per strada, un altro componente della commissione elettorale e candidato consigliere comunale raccoglieva i nomi da portare in commissione. Non tornerò sulla discutibile interpretazione di una norma che consente a consiglieri dimessi di continuare ad esercitare il mandato ricevuto da un consiglio comunale sciolto per loro stessa volontà; non tornerò sulla spregiudicatezza con la quale si svolge un mandato avvalendosi de “la legge me lo consente”. Ciò che mi preme comprendere è se non sia manifesto e consentito l’esercizio di un ruolo pubblico per un ipotizzato ritorno privato. Su questo chi di competenza dovrebbe vigilare ed esprimersi. Eppure in altre occasioni, meno eclatanti ed evidenti, si è paventato il voto di scambio». Sull’argomento si registra anche la presa di posizione di Fabrizio Manzulli, candidato al consiglio comunale nella lista Taranto Crea, a sostegno del candidato sindaco Melucci.

«La democrazia non è un gioco! Avevamo già lanciato l’appello perché non si consumasse un agguato alla libertà e alla democrazia, ma nel più totale menefreghismo e alla luce del sole, senza vergogna e con arroganza, si è compiuto l’ennesimo tradimento alla città. Gli ex consiglieri comunali artefici della fine prematura dell’amministrazione guidata da Rinaldo Melucci si sono resi protagonisti di un atto inaccettabile che, di fatto, attacca la democrazia di questa città – osserva Manzulli – Ex consiglieri comunali, dunque, oggi candidati nelle liste a supporto del candidato da pochi mesi passato al centro destra, che si sono resi promotori della scelta degli scrutatori secondo le loro esigenze e preferenze politiche ignorando le regole corrette del gioco. Sul totale di 776 scrutatori solo 285 sono stati sorteggiati, gli altri 491 sono stati nominati direttamente da chi ha fatto saltare Palazzo di Città, alcuni addirittura raccolti per tramite di terzi sul posto, come si evince dal video pubblicato sulla pagina di un candidato sindaco. Questa è l’ennesima volgare azione di quella che spacciano per politica ma che in realtà è una macchinazione scorretta che però siamo certi sarà punita dal voto popolare. La gente perbene non accetterà mai di essere rappresentata da saltimbanco senza regole e senza morale politica».