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Accusate di truffa all’Asl, prosciolte due dipendenti

Giudice per le indagini preliminari

Sono state prosciolte due dipendenti accusate di truffa ai danni dell’Asl di Taranto. Il gup del Tribunale di Taranto, Pompeo Carriere, ha emesso sentenza di proscioglimento a conclusione dell’udienza preliminare. Il pubblico ministero Maria Grazia Anastasia aveva chiesto il rinvio a giudizio. Le imputate, di 62 e di 57 anni, una funzionario amministrativo, l’altra fisioterapista ospedaliera, sono finite sotto accusa per fatti risalenti agli anni 2017-2019. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, con raggiri consistiti nel chiedere e ottenere l’autorizzazione per lo svolgimento di incarichi come docenti all’Università degli studi di Bari, entrambe avrebbero svolto l’attività di insegnamento nei giorni in cui beneficiavano della fruizione dei permessi previsti dalla legge 104/1992. Si tratta di permessi retribuiti per l’assistenza a familiari disabili oppure in gravi condizioni di salute che vengono comunque retribuiti dal datore di lavoro. In questo modo, è sempre la tesi accusatoria, le imputate avrebbero intascato un compenso maggiore, analogo a quello delle giornate lavorative, quindi ottenendo un maggiore vantaggio economico e causando contemporaneamente un danno all’azienda sanitaria.

Danno quantificato in circa 2000 euro in un caso e in 155 euro circa nell’altro. Da qui la contestazione della presunta truffa fa parte del pm che aveva formulato per entrambi la richiesta di un processo. La tesi della pubblica accusa non è stata condivisa dal giudice dell’udienza preliminare il quale ha accolto le argomentazioni dei difensori delle due donne, gli avvocati Egidio Albanese e Francesco Fusco, e le ha prosciolte dai reati contestati perché il fatto non sussiste.