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Nomina scrutatori, c’è l’esposto al prefetto

Alfredo Venturini

C’è un esposto al prefetto sul caso degli scrutatori nominati per le elezioni comunali del 12 giugno. A presentarlo è statao Alfredo Venturini, coordinatore della lista Taranto Mediterranea, che fa parte della coalizione a sostegno della candidatura a sindaco di Rinaldo Melucci. Tutto ruota intorno alla designazione degli scrutatori fatta da consiglieri comunali rimasti in carica nella Commissione Elettorale nonostante lo scioglimento del Consiglio Comunale. Una circostanza che nei giorni scorsi, proprio all’atto della nomina, ha scatenato polemiche e alterchi proprio davanti alla sede della Polizia Locale dove sono state effettuate le nomine. Nell’esposto inviato al prefetto Demetrio Martino, Venturini sottolinea innanzitutto una contraddizione giuridica.

Da una parte, infatti, il Testo Unico sugli Enti Locali stabilisce che la «cessazione anticipata del Consiglio comunale, a seguito di scioglimento dello stesso, non priva i consiglieri (inclusi quelli dimissionari dalla carica di consigliere e le cui dimissioni hanno provocato lo scioglimento del Consiglio) della qualità di componenti della Commissione elettorale comunale, ancorché sia venuta meno la qualità di consiglieri comunali», e quindi gli stessi consiglieri «continuano ad esercitare, fino alla nomina dei successori, gli incarichi esterni loro eventualmente attribuiti». Dall’altra c’è un parere del Consiglio di Stato che procede in altra direzione: «La cessazione dalla carica di consigliere comunale comporta la contestuale cessazione da componente la commissione né, nel caso, è applicabile il principio della prorogatio». Di più: il Consiglio di Stato stabilisce anche che «possono essere nominati elettivamente membri della Commissione solo componenti del Consiglio comunale».

L’appartenenza al consiglio comunale, precisa il Consiglio di Stato, «costituisce quindi un requisito necessario per l’investitura a membro della Commissione». Di conseguenza, venuto meno il consiglio comunale verrebbe meno anche il requisito per far parte della Commissione. «Quando il sindaco è sospeso dalle funzioni di ufficiale di governo – rammenta Venturini nell’esposto – la commissione è presieduta dal commissario prefettizio incaricato di esercitare dette funzioni. È del tutto evidente che la legge assegna al commissario prefettizio incaricato l’esercizio delle funzioni proprie del sindaco e che tale esercizio non può essere messo in minoranza dalle decisioni dei consiglieri di fatto privi di mandato e rappresentanza. Né è ipotizzabile che in commissione si eserciti una sorta di suddivisione equa delle decisioni fra i componenti». «È assolutamente apprezzabile e positivo – prosegue il coordinatore di Taranto Mediterranea – che il commissario dott. Cardellicchio abbia voluto disporre per la nomina degli scritutatori il sorteggio, ma non è condivisibile che tanto sia avvenuto per una sorta di quota a lui impropriamente assegnata, implicitamente consentendo che la parte restante fosse gestita da consiglieri comunali decaduti secondo criteri assolutamente discutibili. Tanto è avvenuto il giorno 23 maggio in occasione della convocazione della commissione elettorale in seduta pubblica, presso gli uffici comunali di via Acton». Venturini mette in guardia da un eventuale «uso spregiudicato, da parte dei consiglieri comunali dimessi, del loro mandato in commissione elettorale» e prospetta il «forte rischio che la nomina degli scrutatori possa rappresentare un possibile voto di scambio».

A sostegno di questa preoccupazione, Venturini cita le dichiarazioni e i comportamenti tenuti proprio in occasione delle nomine da parte di alcuni componenti della commissione, cioé consiglieri comunali uscenti firmatari delle dimissioni che hanno provocato lo scioglimento del consiglio comunale. «Siamo fortemente preoccupati – conclude il coordinatore di Taranto Mediterranea – che non sia garantita trasparenza per l’esercizio di una funzione particolarmente delicata quale lo scrutinio a garanzia degli elettori e delle liste». Di qui la richiesta di vigilare sull’andamento delle elezioni: «In altre occasioni, meno eclatanti ed evidenti, si è paventato il voto di scambio».