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Ambiente ferito. Emissioni, vertice decisivo

Un incontro oggi pomeriggio lunedì 9 marzo, in via Capruzzi, sulle proposte di modifica alle norme regionali sulle emissioni odorifere. E’ l’iniziativa urgente del presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, che ha convocato l’assessore regionale alla qualità dell’ambiente Lorenzo Nicastro, il presidente della commissione permanente all’ambiente Filippo Caracciolo, il consigliere regionale Giovanni Epifani, il direttore generale dell’ARPA Puglia Giorgio Assennato, il direttore dell’Area ambiente della Regione Antonello Antonicelli e il dirigente del servizio regionale rischio industriale Giuseppe Tedeschi.

Si tratta, spiega Introna, di procedere ad una puntuale verifica su quanto lamentato, per definire eventuali decisioni insieme a tutti i soggetti interessati. Oggetto della riunione sarà in particolare la proposta di legge dei consiglieri Epifani e Caracciolo, approvata dalla commissione consiliare all’ambiente. Prevede modifiche e integrazioni alla legge regionale 7/1999 (“Disciplina delle emissioni odorifere derivanti dalla produzione e lavorazione delle sanse), modificata dalla l.r. 17/2007 (“Disposizioni in campo ambientale, anche in relazione al decentramento delle funzioni amministrative in materia ambientale”).

Fortissime le proteste, soprattutto a Taranto.

Michele Mazzarano, Pd: “Esprimo grande preoccupazione e disappunto per la proposta avanzata dalla V commissione consiliare della Regione Puglia, in merito alla sospensione degli articoli 1 e 1bis della legge regionale 7/99, riguardante la “Disciplina delle emissioni odorifere delle aziende”. Mi stupisce che, prima della denuncia del Direttore di ARPA Puglia, nessun componente di quella Commissione avesse compreso l’impatto di tale modifica sulle emissioni inquinanti di Taranto. Se la modifica proposta dovesse essere approvata dal consiglio regionale, si rischierebbe, infatti, di eliminare un provvedimento che, pur presentando dei limiti applicativi, costituisce l’unico riferimento normativo per arginare i fenomeni emissivi odorigeni. Ed è arcinoto che uno specifico sito industriale di Taranto presenta questo fenomeno con grande evidenza ed impatto sulle popolazioni.

Ritengo che la V commissione consiliare debba abbandonare la strada intrapresa e recepire, invece, le indicazioni del tavolo istituzionale che ha provveduto a modificare la legge 7/99, aggiornandola e tenendo conto delle contraddizioni normative e della necessità di controllare e monitorare le emissioni per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. In ogni caso, anche qualora la modifica dovesse approdare in Aula, Taranto ha il dovere di far sentire la sua voce bocciando la proposta. Noi abbiamo il dovere di difendere il nostro territorio e non possiamo avere distrazione alcuna anche di fronte ad iniziative che, pur nascendo con intenzioni propositive, possono incidere negativamente sulle già precarie norme in materia di limiti delle emissioni inquinanti che continuano a mettere a dura prova il nostro territorio”.

Una dichiarazione del capogruppo Pd alla Regione, Pino Romano: “Contro l’inquinamento, in questi anni, la Regione Puglia ha allevato forti e robusti cani da guardia. Strumenti, cioè, in grado di scovare nell’aria ogni potenziale attentato alla salute dei suoi cittadini, e abbatterlo prima che possa fare danni. L’olfatto, per i pugliesi, si è trasformato nell’arma più efficace contro ogni tentativo di fare profitto a discapito dell’ambiente. Si è fatto nel tempo un costante lavoro di prevenzione attraverso normative che inibissero ogni furbizia da parte del mondo della cattiva impresa, ma che incentivassero quella sana a salvaguardare salute e ambiente. Si è dato spazio, insomma, a quella economia positiva che trae vantaggio dal lavoro fatto in maniera sana e rispettosa della persona. Non mi sembra dunque di esagerare dicendo che la Commissione consiliare per l’Ambiente ha commesso un errore approvando la sospensione della Disciplina che tiene sotto controllo le emissioni odorifere delle imprese.

Una decisione che ignora la storia e le battaglie della Puglia contro l’inquinamento e in favore delle energie rinnovabili; e ignora che questa normativa rappresenta lo strumento per reprimere i fenomeni emissivi di sostanze odorigene, i primi campanelli d’allarme che devono farci intervenire immediatamente. Nessuno deve pensare di prendere la storia della Puglia ambientalista e cancellarla con una mano di bianchetto sugli atti con cui abbiamo contrastato l’inquinamento. E sono più che comprensibili le preoccupazioni dell’Agenzia regionale per l’ambiente. La Puglia deve profumare di futuro, per questo sono incomprensibili quelle modifiche normative che possono portare ad un allargamento delle maglie in cui teniamo imbrigliate le emissioni inquinanti.

Il Consiglio regionale, in questi anni, ha approvato leggi importanti per il contrasto alla diossina e al benzopirene, così come sulla valutazione del danno sanitario prima di consentire l’insediamento di nuove imprese. E il mio impegno sarà quello di fare in modo che l’Aula non recepisca la sospensione degli articoli 1 e 1 bis della Legge regionale 7 del 99, così come approvata dalla Commissione Ambiente. Piuttosto, si dovrà valutare attentamente l’articolato messo a punto dal tavolo tecnico dell’assessorato all’Ambiente e dell’Arpa, che ha migliorato la normativa sulle emissioni odorifere, consentendone più efficaci interventi di mitigazione”.

“No all’assurda e pericolosa eliminazione di uno strumento normativo efficace contro il cosiddetto ‘fenomeno odorigeno’. Non mi interessano nemmeno le ragioni per le quali sia stata presentata e accolta questa proposta di modifica. Penso alla ricaduta su Taranto e urlo il mio no”. Lo sottolinea il consigliere della Regione Puglia Anna Rita Lemma. “Non ho preso parte – spiega Lemma – al voto in commissione Ambiente. Ho protestato contro la presentazione di questo assurdo provvedimento. Ho abbandonato i lavori della commissione, mercoledì scorso, proprio per non partecipare alla votazione auspicando la mancanza di numero legale. Il mio no in Consiglio – conclude – sarà chiaro e forte”.

Dichiarazione del Presidente del Gruppo consiliare Sel, Michele Losappio.
“Non c’è solo la deregulation sulle emissioni odorifere. In questi ultimi giorni di legislatura assistiamo ad un vero e proprio assalto alle politiche ed alle tutele ambientali di questi 10 anni di governo Vendola. Gli artefici sono sempre gli stessi: e si muovono  trasversalmente nella V Commissione che rischia di trasformarsi in un raccoglitore delle esigenze del mondo imprenditoriale che mal ha sopportato le tutele ambientali e che  con la campagna elettorale alle porte trova accoglienza e sensibilità anche in parte del PD. Così va in Aula l’ennesima proposta di legge trasversale che vuole stravolgere le aree protette, i parchi e le zone ZPS e SIC consentendo la costruzione di campi da golf, strutture alberghiere, villaggi e residenze.

Mercoledì invece torna in Commissione il rinvio dell’ecotassa, una altra proposta di legge trasversale con cui si vogliono premiare i Comuni che si sono disimpegnati dalla raccolta differenziata e sterilizzare per l’ennesima volta uno dei pochi strumenti a disposizione della Regione. Vorremmo che su questi provvedimenti il centrosinistra ritrovi il suo profilo programmatico e la sua compattezza  anche grazie all’auspicabile input del candidato presidente Emiliano”.