x

x

Ex Ilva, riparte il dialogo governo-sindacati

Ex Ilva, l’incontro al Mise a Roma

«Abbiamo evidenziato ai ministri Giorgetti e Orlando che nello stabilimento di Taranto e negli altri del gruppo c’è non solo una crisi ma degrado vero. La situazione è insostenibile». Così il leader della Fim Cisl Roberto Benaglia dopo il vertice che si è tenuto al Mise sull’ex Ilva. «Dopo tre anni e mezzo di produzione bassa e di troppa cassa integrazione, la seconda parte dell’anno deve determinare un salto di qualità. Più investimenti certi, più acciaio prodotto» ha aggiunto Benaglia.

Per Rocco Palombella, Uilm, «oggi siamo riusciti almeno a fare una operazione verità. Sono emerse due posizioni opposte, la nostra e quella di Acciaierie d’Italia. Per l’azienda il problema è solo finanziario, mentre noi abbiamo messo in luce tutti i problemi legati alla sicurezza degli impianti, alla cassa integrazione di oltre 5mila lavoratori, al dramma che vivono i lavoratori in As e quelli degli appalti, alla produzione che di questo passo non raggiungerà mai i 6 milioni di tonnellate annui necessari per la sostenibilità dell’azienda. Posizione che è stata presa in considerazione dai ministri Giorgetti e Orlando presenti al tavolo. La prospettiva da qui a 10 anni che ci è stata raccontata la ascoltiamo, ma quello che ci interessa è sapere cosa succede oggi? Cosa si fa domani?».

«Sappiamo che c’è un problema di liquidità – aggiunge Palombella – e i ministri ci hanno assicurato che faranno il possibile per trovare un polmone finanziario, allo stesso tempo però occorrerà verificare passo passo se Acciaierie d’Italia modificherà il suo atteggiamento, metterà in sicurezza gli impianti, e utilizzerà le risorse per recuperare il terreno perso». Per questo, spiega Palombella, «abbiamo stabilito anche un prossimo incontro prima della pausa estiva. Il tema è di merito dobbiamo affrontarlo con la necessaria responsabilità da parte di tutti. Una cosa di certo non possiamo fare: rimanere fermi». «E’ complicato fare un ragionamento serio e vero in un contesto nel quale si cerca di dipingere un quadro della situazione che non esiste e senza avere documenti tra le mani»: così Franco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Unione Sindacale di Base di Taranto e Sasha Colautti, Usb nazionale, nel corso del tavolo alla presenza dei ministri Giorgetti e Orlando, al quale hanno preso parte anche gli enti locali. «Riconosciamo il valore dell’intervento di Franco Bernabè che ha chiarito che il progetto di cui si parla per portare lo stabilimento verso la transizione ecologica e quindi verso un futuro fatto di maggiore produzione ma con più rispetto per l’ambiente, in maggiore sicurezza e con maggiori garanzie per i lavoratori, è lungo e complesso. Una domanda: cosa pensa di fare il Governo nelle more che tutto accada? Cosa facciamo in questi dieci anni, in attesa che si risolvano i problemi soprattutto di carattere finanziario di cui si sta parlando molto in questa sede?».

C’è stata «una discussione franca, le distanze sono significative nella lettura dei fatti tra sindacati e proprietà. Sono stati segnalati problemi legati alla sicurezza e alla effettiva realizzazione degli investimenti, condizione della cig» ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, al termine del vertice. «Alla luce di questo mi sono sentito di dire con il collega Giorgetti che si deve fare un passo in modo tale che si ripristinino le relazioni industriali, anche alla luce di verifiche che disporrò inviando l’Ispettorato del lavoro per verificare la piena realizzazione degli investimenti e le condizioni di sicurezza» ha proseguito Orlando.