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Produzione di Acciaierie d’Italia, altolà di Melucci

Dopo le dichiarazioni del ministro Giancarlo Giorgetti
Rinaldo Melucci

Le dichiarazioni del ministro Giancarlo Giorgetti dimostrano «di non essere al passo con la traiettoria dei lavori di tutte le istituzioni in relazione alla decarbonizzazione dell’ex Ilva ed alla transizione ecologica ed economica di Taranto». E’ il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ad affrontare il nodo della produzione del Sideurgico dopo il question time alla Camera nel quale il ministro dello Sviluppo economico ha detto che «Acciaierie d’Italia deve compiere uno sforzo ulteriore per garantire idonei livelli di produzione».

Per il sindaco «ci sono sono almeno tre assunti in quelle dichiarazioni che preoccupano molto il Comune di Taranto. Si chiede di spingere la produzione all’interno di un quadro di norme che, a più riprese, si sono ritenute insufficienti anche da parte degli organismi scientifici a garantire la salute di lavoratori e residenti.

In secondo luogo – afferma Melucci – si evidenzia il fatto emergenziale legato al mercato, senza mai fornire spunti concreti su di un vero piano industriale di prospettiva e le risorse necessarie, a significare che si vuol tirare a campare». Infine, dice il sindaco di Taranto, «il ministro Giorgetti utilizza in maniera impropria l’argomento del Regolamento UE della Transizione Giusta, che può valere piu’ di 800 milioni per Taranto, ma non per l’ex Ilva: quel dispositivo comunitario serve per sviluppare progetti alternativi, decarbonizzare l’area e il nostro modello economico, riqualificare la forza lavoro». Nel vertice al Mise intanto l’ad di Acciaierie d’Italia Lucia Morselli ha evidenziato che «nel 2022 è cresciuta del 22% la produzione Ilva rispetto al 2021 a fronte di un andamento negativo in Europa e in italia». Oggi infine audizione in Regione per il presidente di Adi, Franco Bernabè.