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Anziana trovata morta in casa, autopsia e perizia

Prima l’autopsia per chiarire le cause della morte della 93enne Maria Luigia Magazzile poi, con molta probabilità, una perizia psichiatrica sulla figlia della donna, la 61enne Francesca Martire accusata dei aver ucciso l’anziana madre. 

Sono i prossimi passaggi dell’inchiesta sull’omicidio avvenuto mercoledì sera  in un appartamento di corso Italia. Intanto l’esame autoptico sarà eseguito nel pomeriggio di oggi dal medico legale, dottor Marcello Chironi.

Nel primo pomeriggio di ieri, i carabinieri della Compagnia di Taranto, in seguito alle risultanze delle indagini sul decesso dell’anziana donna, hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria la figlia 61enne della vittima, che da circa una settimana era arrivata da Londra dove vive col marito e  lavora come antiquario, per trascorrere qualche  giorno con l’anziana madre. Francesca Martire per stare da sola con la madre ha anche congedato le due badanti. I militari dell’Arma, coordinati dal pm, dott.ssa Filly Di Tursi,  hanno fermato la 61enne dopo un accurato sopralluogo all’interno dell’abitazione, eseguito insieme ai loro colleghi della sezione Investigazioni scientifiche del reparto Operativo provinciale e soprattutto dopo aver accertato che Francesca Martire, al momento  in stato d’arresto all’ospedale San Giuseppe Moscati, a seguito del profondo  stato di agitazione in cui era stata trovata subito dopo il decesso della madre, era in possesso di una prenotazione di un volo per Londra.

L’abitazione della vittima, sottoposta a sequestro era a soqquadro e su numerosi indumenti lasciati in camera da letto, sono state trovate tracce di sangue. Alcuni vicini hanno confermato di aver sentito delle urla poco prima della richiesta d’aiuto fatta al 118 dalla figlia dell’anziana deceduta. Ascoltata dai carabinieri sul decesso della madre, sul cui corpo il medico legale ha rilevato una piccola perdita di sangue dalla bocca e segni di violenza, la donna, ancora assai confusa, ha ammesso di aver aperto la bocca della madre, sostenendo di aver cercato di soccorrerla da un non meglio precisato disagio, che la induceva a dire cose terribili, accreditando l’ipotesi già formulata dal medico legale, di un soffocamento della malcapitata.