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Italiana Trasporti, gli autisti chiedono aiuto al sindaco: Sottratte le commesse Eni

«Una parte, senza alcun preavviso, è stata affidata a un gruppo piemontese»
Italiana Trasporti

Un accorato appello al primo cittadino di Taranto, Rinaldo Melucci, giunge dai dipendenti della “Italiana Trasporti”, azienda storicamente impegnata, fra l‘altro, nel trasporto di bitume, alla quale sono state sottratte, a vantaggio di un gruppo piemontese, commesse di lavoro. Qui di seguito la lettera inviata al sindaco.

«Caro Sindaco, Le giungano i nostri migliori auguri per la meritata riconferma. Come la maggior parte dei cittadini, anche noi abbiamo avuto il piacere di apprezzare l’impronta positiva da lei impressa su Taranto nel corso del precedente mandato, certi che anche questo possa rispecchiare l’obiettivo manifestatamente perseguito di una reale rinascita della nostra città. Fiduciosi nella sua attenzione verso l’occupazione e l’economia del nostro territorio, chiediamo il suo intervento affinché vengano premiati gli sforzi di chi ha creduto e vuole continuare a credere, anche per Taranto, nei valori rappresentati dalle istituzioni locali. A scriverle sono gli autisti della Italiana Trasporti, impresa tarantina storicamente impegnata sul territorio nel trasporto di bitume.

Un’azienda che, con grandi sacrifici ma con altrettanta dedizione, è riuscita e riesce tutt’oggi a mantenere più di venti famiglie, superando le molteplici crisi, economiche e non, susseguitesi nei decenni passati. Da qualche tempo, però, le commesse di lavoro disponibili su Taranto, sulle quali abbiamo fondato la nostra intera storia professionale, sono diminuite. Questo perché l’Eni, senza alcun preavviso, ha ritenuto di sottrarle alle imprese locali per affidarne una parte al gruppo piemontese Gavio&Agogliati, che a Taranto già detiene gran parte del trasporto carburanti. La cosa non può che stupire: perché mai l’Eni di Taranto, che pur da anni lavora con le piccole e medie imprese del territorio, in questo frangente sceglie di discriminarle per preferire e favorire una grande, grandissima impresa settentrionale? Perché un’azienda ad ampia partecipazione statale (oltre il 30%, stando a quanto si legge nello stesso sito dell’Eni) decide all’improvviso, e senza apparente ragione, di ignorare le realtà locali una realtà locale che hanno sempre lavorato in piena correttezza e punire decine di lavoratori, buttandoli sul lastrico assieme alle loro famiglie? E com’è possibile che proprio il Ministero dell’Economia e delle Finanze – principale azionista Eni – non supporti le piccole e medie imprese e scelga anzi di non considerare l’importanza di creare le condizioni per la loro dignitosa sopravvivenza e, se possibile, un loro vigoroso sviluppo?

Non solo. È proprio l’Eni a scrivere sul suo sito che: “promuove attività di ricerca e innovazione, con particolare attenzione a quelle che portano benefici di lunga durata al territorio”. Una evidente contraddizione con quanto invece sta facendo a Taranto, scegliendo volontariamente di penalizzare un territorio già in profonda difficoltà, costretto a lottare ogni giorno per ciò che probabilmente gli spetterebbe di diritto. È stato proprio il Ministro dell’Economia Daniele Franco, del resto, a ricordare in occasione del recente Forum “Verso Sud” quanto sia importante il supporto delle istituzioni per dare nuovo slancio al meridione e colmare quel divario con il nord che invece continua ad ampliarsi. Sarebbe questo, dunque, l’aiuto delle istituzioni? La libera concorrenza è sacrosanta, ma proprio per questo non si può fingere di non vedere l’abuso di posizione dominante perpetrato da parte del gigante dell’autotrasporto che si fa strada sostenuto da Eni, che a sua volta omette di considerare che proprio a Taranto c’è un’impresa specializzata nel trasporto di bitume, che da sempre vive solo di questo lavoro, peraltro qualificata ai vertici degli standard proprio dagli auditor della stessa Eni. La nostra dignità di lavoratori, ma anche l’economia delle nostre famiglie, dipendono da questo lavoro.

E non siamo disposti a farcelo sottrarre da chi, tra l’altro, poiché privo di maestranze specializzate, finisce per subappaltare quello stesso lavoro a prezzi di gran lunga inferiori. Sarebbe questa la tanto declamata tutela della libera concorrenza? Sarebbe questa l’etica di Eni, costantemente proclamata nei loro spot? All’ingresso della città la “nostra” Eni proietta le bellezze di Taranto sui serbatoi di sua proprietà. Un’iniziativa apprezzatissima da quanti, quelle bellezze, le sostengono ogni giorno. Sarebbe bello se a questi interventi di facciata seguissero però anche azioni volte a favorire lo sviluppo, attraverso il lavoro, della città e dei suoi cittadini, che lei ha l’onore e l’onere di rappresentare. Noi di certo risponderemo a questa ipocrisia, manifestando dal vivo, con le nostre famiglie al seguito, contro la discriminazione attuata nei nostri confronti, rendendo partecipe l’intera comunità tarantina.

Ecco, dunque, il senso della nostra richiesta: 1) Chiediamo aiuto al nostro Sindaco affinché l’economia del nostro territorio non venga ulteriormente depredata da chi finora ha dato ampie dimostrazioni di essere interessato solo al proprio interesse, a danno della nostra città e dei suoi abitanti, già puniti da una situazione ambientale molto compromessa e dal disinteresse governativo che, dopo anni ed anni di promesse e interventi, non è riuscito ad impedire la sofferenza e la morte di tanti suoi e nostri figli; 2) Chiediamo aiuto al nostro Sindaco affinché si pretenda dalla Grande Impresa presente in Città che il frutto del nostro lavoro, com’è giusto che sia, ci sia riconosciuto per intero e che esso non finisca invece in gran parte nelle tasche di chi va poi a spenderlo altrove, a danno, oltre che nostro personale, anche della nostra città e della nostra economia; 3) Chiediamo aiuto al nostro Sindaco affinché intervenga a difesa dei lavoratori di Taranto che rischiano di perdere ingiustamente il proprio lavoro e, con esso, la propria dignità. Fiduciosi in un suo fattivo e concreto interessamento, la salutiamo cordialmente rinnovandole gli auguri per un sereno e costruttivo secondo mandato nella nostra meravigliosa città».