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Per l’Ilva il giudice di Sabrina Misseri

“Gli operai torneranno nell'impianto soltanto quando avremo capito cosa è successo ed escluso le criticità che rendono pericoloso l'altoforno”, trapela della Procura, dopo il sequestro dell’Afo2 d'urgenza e senza facoltà d'uso. Sono dieci gli indagati accusati di omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro; fra questi ci sono anche il direttore dello stabilimento Ilva di Taranto, Ruggero Cola, e i responsabili della sicurezza.

E’ una settimana intensissima, quella che si apre oggi, per lo stabilimento siderurgico tarantino. Ma quando, e come, si potrà capire cosa è successo nell’Altoforno 2, quale evento, al momento inspiegabile, ha condannato Alessandro Morricella, l'operaio 35enne originario di Martina Franca travolto da un'improvvisa fiammata nell'altoforno che già era stato sequestrato nel 2012, e morto dopo quattro giorni di agonia. Testimoni hanno raccontato di aver sentito un boato, come un'esplosione, a cui sono seguite fiamme alte circa 10 metri per una trentina di secondi: una vampata di calore, con una temperatura di quasi 1.500 gradi, che ha letteramente travolto il povero Morricella, padre di due bambine. In settimana il sequestro decretato con urgenza dalla Procura dovrebbe passare al vaglio del giudice delle indagini preliminare, dottor Martino Rosati, gip che ha già seguito tra gli altri anche il caso dell’omicidio di Sarah Scazzi.

Ad ogni buon conto, l’Ilva punta in questa fase ad un dialogo direttamente con la Procura.

I tecnici specializzati incaricati dal siderurgico di far luce sull'incidente, della ditta tedesca Paul Wurth, doverebbero inviare il loro report al pubblico ministero Antonella De Luca domani o dopodomani, non oggi come voleva l’Ilva. Tra i punti ancora da chiarire in questa drammatica vicenda, quello della cappotta alluminizzata utilizzata dagli addetti alla misurazione della temperatura durante la colata dell'altoforno, che è sparita: non ne è stata trovata traccia né sul luogo dell'incidente né nell'armadietto, mentre brandelli del casco e dei guanti erano vicino al corpo dell'operaio ustionato. Il pm De Luca potrebbe disporre esperimenti anche sul materiale ignifugo indossato dagli operai.

Quella dell’Ilva è, comunque, anche una delicata partita finanziaria. Il caso è all’attenzione del nuovo presidente della Cassa Depositi e Prestiti, il banchiere renziano Costamagna. Su Ilva, Renzi ed il suo consigliere economico Andrea Guerra si aspettavano evidentemente una maggiore collaborazione della Cdp, in termini sia di reattività che in termini finanziari. Palazzo Chigi ha deciso di mandare a casa con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del mandato presidente e amministrazione di Cdp, ovvero Franco Bassanini e Giovanni Gorno Tempini e lo avrebbe fatto, dicono i rumors, anche per una non omogeneità di vedute sul caso Taranto.