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“Semplici formalità”, i trentadue oggetti scelti da Giulio Iacchetti

“Semplici formalità”, i trentadue oggetti scelti da Giulio Iacchetti

Esistono oggetti che ci sfilano sotto gli occhi ogni giorno e che compongono la flora e la fauna dei nostri paesaggi domestici e delle nostre città. Sono gli oggetti utili e umili che troviamo ordinati nello stipetto del bagno e nella dispensa della cucina, sul tavolo di lavoro o per le strade urbane. Sono le “semplici formalità”, straordinari esercizi progettuali senza compiacimenti stilistici né vanità. Una comunità di oggetti dalle caratteristiche costruttive impeccabili che marcano il territorio dell’archetipo e dello standard. Un’oasi di pace rispetto alla complessità, spesso inutile, in cui siamo immersi.

Designer e direttore artistico, Giulio Iacchetti ha scelto trentadue di questi oggetti piacevolmente minimi per rendere loro giustizia e celebrarne la forma. Lo fa attraverso le immagini, con scatti realizzati ad hoc, e attraverso le parole, raccontando le storie e le curiosità che si celano dietro agli scacchi Staunton, all’Arbre Magique, alle pedine del Monopoli o allo stecco del gelato. Scopriamo così come gli Staunton hanno fatto il loro esordio durante l’Esposizione universale al Crystal Palace e dal 1924 sono gli unici scacchi ammessi nei tornei ufficiali; come il piccolo abete profumato, presto divenuto uno dei simboli dei taxi newyorkesi, è nato per risolvere i problemi olfattivi di un trasportatore di latticini e derivati; come le metafisiche pedine di legno del Monopoli sono quasi un’esclusiva della versione italiana, mentre il resto del mondo doveva accontentarsi di modesti segnalini in metallo; o ancora come lo stecco del gelato si sia progressivamente ingrossato per reggere il peso di una glassa sempre più spessa, fino ad assumere la caratteristica sagoma “a elica”.

Le forme semplici contengono una pedagogia intrinseca capace di suscitare una felicità quasi infantile, regalando momenti di puro piacere estetico. Facilmente replicabili, sono una sintesi virtuosa di valori formali, pratici, tecnici e materici. In questo libro a loro dedicato, lo sguardo incantato del progettista si combina a quello divertito e brillante del fruitore, così che questi oggetti diventano di volta in volta protagonisti del suo vissuto quotidiano o dei suoi ricordi. Una dichiarazione d’amore e gratitudine a questi compagni familiari e gioiosi che hanno accompagnato nei decenni l’evoluzione delle abitudini di tutti noi. Giulio Iacchetti è designer, autore e curatore di mostre e libri. Progetta per diverse aziende, tra cui Abet Laminati, Alessi, Bialetti, Coop, Danese Milano, Dnd, Dorelan, Foscarini, Magis, Moleskine. Ha fondato il marchio Internoitaliano. Tra le esposizioni da lui curate, “Cruciale”, “Razione K”, “Mollette da Bucato” e “Created in Italy”. Nel 2009 la Triennale di Milano gli ha dedicato una mostra personale, “Giulio Iacchetti. Oggetti disobbedienti”. Ha vinto due premi Compasso d’Oro ADI: per la posata Moscardino (2001) e per i tombini Sfera (2014).