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L’1 luglio 1992 nasceva TarantoSera. Trent’anni insieme

La prima pagina del primo numero di Tarantosera

Nacque quasi per scommessa. Gianni Lucarelli, vulcanico direttore-editore che all’epoca editava il battagliero settimanale “Jonio”, teneva questo progetto gelosamente chiuso nel cassetto della sua scrivania. I tempi erano magri e aspettava il momento buono per far salpare quella sua creatura. La decisione arrivò all’improvviso, quando seppe che altri stavano per soffiargli l’idea. In men che non si dica, radunato il gruppo di volenterosi ragazzi della redazione di Jonio e con l’imprescindibile supporto della pazientissima Rossella Genovesi, si diede alle stampe il primo numero di Tarantosera. Era l’1 luglio 1992.

Quattro pagine stampate su macchina piana e distribuite gratuitamente per i negozi della città. Al battesimo, davanti alla macchina che sfornava le prime copie, due inconsapevoli testimoni che poi diventeranno anche collaboratori delle pagine culturali del giornale: Giovanni Amodio e Walter Scotti. Quei primi fogli furono bagnati dalle gocce di uno spumante d’occasione, una bottiglia apparsa all’improvviso chissà da dove. Era l’inizio di una grande avventura che, come esperienza di informazione, dura ancora oggi, anche se quel Tarantosera negli anni ha lasciato il passo all’attività di nuove società editrici e anche a nuove denominazioni della testata, fino ad arrivare al nostro attuale “Buonasera”. Alcuni di quell’iniziale gruppo di lavoro hanno poi intrapreso altre strade professionali e c’è invece chi è passato ad altre esperienze giornalistiche; qualcuno, come lo stesso Lucarelli, non c’è più. Qualcun altro è tuttora testimone di quel parto lontano trent’anni.

Trent’anni nei quali l’informazione ha subito metamorfosi allora impensabili. Alla società editrice e ai giornalisti di “Buonasera” va il merito di aver deciso di affrontare il cambiamento. L’avvento del web e dei social ha infatti completamente trasformato il modo di informare e il rapporto tra giornali e lettori. I giornali non sono più solo lo strumento cartaceo di un tempo. Oggi il giornale va misurato nel suo complesso: dalla edizione cartacea a quella sul web fino alle proprie pagine social. I giornali, quindi, in questa nuova concezione indotta dalla formidabile evoluzione tecnologica nel campo della comunicazione, sono destinati a restare in vita ancora a lungo. Senza demonizzare il progresso e senza restare prigionieri di nostalgismi.

Cambiano le modalità, ma non cambia la sostanza: informare i cittadini per renderli consapevoli del proprio ruolo nella società e contribuire alla sua crescita pur da opinioni e percorsi diversi. C’è un altro aspetto da considerare: i giornali locali restano l’unica vera voce dei territori. Possiamo forse definirli “giornali di vicinato”, e non è questa una forma per sminuirne la funzione. Anzi, è proprio la loro esaltazione, soprattutto se quella voce – e questo è il tentativo di TarantoBuonasera – riesce a connettersi col mondo globale. Taranto non è una realtà isolata dal mondo, tutt’altro. Riuscire a pensare al nostro territorio in relazione all’intero Mezzogiorno, al Paese e, sì, anche all’Europa e oltre, è la sfida che la città e la sua provincia devono saper cogliere. TarantoBuonasera proverà ad essere strumento attivo di questo ulteriore passaggio. Questo sarà il nostro nuovo impegno.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile