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Domenica museo chiuso, è polemica

Il MarTa

L’annuncio arriva dai canali social del MArTA: “Domenica 3 luglio 2022 il Museo Archeologico Nazionale di Taranto rimarrà chiuso al pubblico per carenza di personale”. Museo chiuso. In una domenica estiva, stagione turistica per eccellenza. In una città che vuole puntare (anche) sul turismo culturale. Va da sè che la polemica scoppia subito. «Il museo non rimarrà chiuso per colpa dei lavoratori» ha spiegato Franco Villani, sindacalista Uil e dipendente del MArTA all’agenzia Agi.

«Siamo sotto organico del 50% come assistenti al pubblico, ci sono diversi colleghi che sono andati in pensione, eppure ciò nonostante abbiamo svolto tante attività tra visite guidate, didattica ed eventi. Ma ora siamo giunti al punto limite» argomenta Villani. «Per sopperire al vuoto di organico – aggiunge – sono stati presi tirocinanti, stagisti, e questo riteniamo che non sia una cosa corretta. Le aperture domenicali e festive avvengono grazie anche a progetti specifici che ci ricompensano economicamente. È previsto che il personale faccia il 30% dei festivi. Il ministero può elevare questo limite al 50% ma a Taranto siamo oltre nel senso che spesso si lavora anche mattina e sera. La goccia che ha fatto traboccare il vaso – ancora parole di Villani – sono state le mostre aperte negli ultimi tempi al museo tra cui quella di Medimex. Ci è stato detto che poichè le mostre erano nel percorso museale non determinavano aggravio di lavoro, ma non è così perché solo per illustrarle queste mostre va via un sacco di tempo. Al tavolo regionale abbiamo quindi posto la necessità di remunerare questo lavoro aggiuntivo ma la direttrice del Museo, Eva Degl’Innocenti, ci ha risposto dicendoci che dalla prossima volta sarà fatto.

Ma sono tre anni che sentiamo questa promessa. Non abbiamo quindi accettato e così c’è stata la disdetta dell’accordo sulle domeniche. Se il Museo di Taranto oggi ha una nuova immagine e più pubblico, pensiamo che non sia solo merito del lavoro della direttrice ma anche di tutto il personale. A Taranto, a fronte di organico di 85 persone, siamo in 38. Come assistenti alla vigilanza, a fronte di 42, siamo in 21. Speriamo che la nostra protesta acceleri le decisioni del tavolo nazionale. I concorsi per il nuovo personale sono in itinere da tre anni. Attendiamo a breve nuovi funzionari e assistenti alla vigilanza» dice Villani. A prendere posizione il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci: «La situazione del museo MArTA è inaccettabile, in una città che ha scelto turismo e cultura per cambiare il proprio destino. Per questo motivo ho scritto personalmente al ministro della Cultura Dario Franceschini, affinché possa al più presto intervenire per ristabilire la necessaria dotazione organica della struttura.

La carenza di personale sarebbe tale da impedire l’apertura domenicale, come abbiamo appreso dai canali social del museo, cosa che non possiamo permetterci di fronte a una presenza di turisti costantemente in crescita. Al ministro, in virtù di una collaborazione istituzionale che ci ha più volte consentito di ottenere risultati favorevole per la città, ho chiesto di avere a cuore le vicende del MArTA e di intervenire per sbloccare le procedure concorsuali che potrebbero fornire le risorse umane necessarie. Taranto non può permettersi passi indietro di nessun tipo, soprattutto in un settore nel quale abbiamo riposto le nostre speranze di sviluppo alternativo». Per i consiglieri regionali del Pd, Enzo Di Gregorio e Maurizio Bruno, «una struttura importante e prestigiosa come il Museo Archeologico Nazionale di Taranto non può restare chiusa di domenica per carenza di personale. In questi anni il MArTA è stato uno dei catalizzatori della rinascita culturale del capoluogo ionico ed uno dei principali attrattori turistici. Questo episodio, purtroppo, ci riporta indietro di anni». Di Gregorio e Bruno aggiungono che «Taranto sta crescendo molto in ambito turistico. L’incremento del traffico crocieristico; i grandi eventi; l’attività di promozione, hanno finalmente sdoganato il capoluogo e la provincia ionica, facendone conoscere ed apprezzare le bellezze paesaggistiche, il mare, le tradizioni enogastronomiche, la storia e la cultura. Le aperture domenicali e festive del MArTA sono state un importante tassello della rinascita tarantina.

Il cartello chiuso per carenza di personale – aggiungono i consiglieri dem – è una sconfitta non solo per Taranto e per la Puglia, ma per il nostro Paese che ospita il più elevato numero di capolavori di qualsiasi altra nazione. Nel prossimo fine settimana, inoltre, Taranto ospiterà il campionato nazionale di Aquathlon, un evento sportivo che richiamerà circa 1000 presenze. E’ un peccato che un flusso di visitatori così ingente non possa recarsi al MArTA. Ci auguriamo – concludono Di Gregorio e Bruno – che si faccia chiarezza sui motivi di questa decisione. Se ci sono problemi strutturali, occorre affrontarli con urgenza e risolverli. Come consiglieri di maggioranza, se necessario, solleciteremo la Regione Puglia sulla vicenda. Il nostro auspicio, però, è che le chiusure domenicali e festive non diventino la regola in un momento in cui, invece, Taranto e la Puglia hanno necessità di far conoscere il loro volto migliore». Da Forza Italia Vito De Palma aggiunge che «sciatteria, assenza di programmazione e mancanza di cura per realtà culturali e storiche di pregio straordinario, che concorrono ad impreziosire anche la nostra offerta turistica: la chiusura domenicale del museo MArTA di Taranto è il risultato di una gestione incomprensibile dei Beni Culturali. Ed ecco che è arrivata la legittima reazione dei lavoratori, abbandonati a turni massacranti per colmare la gravissima carenza di personale. Dopo le tante promesse della politica, a cui non è stato dato seguito senza rispetto per i lavoratori e per coloro che attendono di essere assunti, i sindacati hanno incrociato le braccia. Giustamente. Per questo, ho scritto al ministro dei Beni Culturali e alla Giunta regionale per esprimere la mia più decisa protesta: lasciare il museo in queste condizioni è affermare il più totale disinteresse nei confronti di una realtà di raro valore e che meriterebbe ben altra cura da parte delle istituzioni. Francamente, lo trovo inaccettabile».