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Boom di imprese abusive

L’allarme lanciato da Fabio Paolillo, segretario di Confartigianato Taranto
Parrucchieri in azione

«La nostra provincia è piena di annunci di finti imprenditori che svolgono in maniera irregolare quello che le nostre imprese regolari fanno in rispetto delle regole dello Stato, dei lavoratori e della salute dei nostri clienti». È netta la posizione di Fabio Paolillo, segretario provinciale di Confartigianato, supportata da uno studio effettuato da Confartigianato che stima in 709.959 le aziende italiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale ad opera di 1 milione di operatori abusivi che si spacciano per imprenditori, ma che di regolare non hanno nulla.

«E’ irregolare il 14% dei soggetti che svolgono attività indipendente – spiega Paolillo – In particolare, i rischi maggiori di infiltrazione abusiva li corrono le imprese artigiane, soprattutto nei settori dell’edilizia, dell’acconciatura ed estetica, dell’autoriparazione, dell’impiantistica, della riparazione di beni personali e per la casa, del trasporto taxi, della cura del verde, della comunicazione, dei traslochi – prosegue – Prendiamo ad esempio il settore del benessere: quanti sono gli annunci che si trovano su internet o nei classici luoghi di ritrovo? Tantissimi e praticamente tutti pubblicati da soggetti improvvisati che causano più di un danno. Costituiscono un pericolo per i clienti in quanto non si sa quali siano i prodotti utilizzati e i livelli di sicurezza rispettati, per non parlare poi dei danni al sistema fiscale poiché non contribuiscono, per quanto dovrebbero, alle casse dello stato e infine creano un danno alle imprese regolari che sostengono importanti costi per mantenere la sicurezza di lavoratori e clienti». Per questo motivo Confartigianato ha lanciato una campagna nazionale di informazione contro l’abusivismo dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”.

Tre gli obiettivi dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati, valorizzare qualità, durata, rispetto delle norme, convenienza e sicurezza del lavoro dei veri artigiani, richiamare le autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva. «Purtroppo – conclude Paolillo – non è la prima volta che denunciamo questa situazione. A costo di risultare noiosamente ripetitivi, questa battaglia di civiltà e sopravvivenza la combatteremo finchè avremo forza. Non è giusto che abusivi ed irregolari continuino ad operare in barba alla legge. Sappiamo benissimo che non si può pretendere un poliziotto in ogni portone, via, angolo, ma il tessuto impreditoriale vero tarantino pretende un maggiore controllo del territorio sul corretto esercizio di attività artigianali, commerciali ed impreditoriali, per stanare ogni forma di abusivismo. Per migliaia di piccole imprese tarantine quello della concorrenza sleale creata dall’abusivismo rappresenta un grossissimo problema che mina la sopravvivenza delle stesse. Si deve fare di più, incrementare gli sforzi. Rinnoviamo l’invito agli organi di controllo, alla Prefettura, di trattare questa problematica alla stregua di altre grosse vertenze del territorio per dare un segnale chiaro a chi intendende perseverare nell’irregolarità».