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Rinasce l’ex chiesetta San Gaetano

Rinasce l’ex chiesetta San Gaetano

Mercoledì sera in Città Vecchia è stata inaugurata l’ex chiesetta di San Gaetano, risanata dal Comune e destinata a contenitore socio-culturale con l’affidamento per dieci anni all’associazione Symbolum, presieduta da mons. Emanuele Ferro, parroco di Taranto vecchia, capofila del progetto “L’isola che accoglie”, che riunisce diversi partner, con finanziamento di Fondazione con il Sud. Ciò costituisce un’altra tappa del cammino di promozione sociale nella zona più in abbandono del centro storico, iniziato due anni fa dalla parrocchia della basilica cattedrale con la riapertura del santuario dei Santi Medici, che ha restituito vivibilità all’antistante largo Fuggetti, costringendo così il malaffare, che allora prosperava, ad arretrare e, speriamo, a scomparire definitivamente.

“Per proseguire in questa opera di rivitalizzazione dell’Isola – ha detto don Emanuele Ferro – si è scelto di trasformare l’ex chiesetta di San Gaetano in un hub dove convogliare attività educative, culturali, di assistenza sociale, di formazione professionale e di supporto abitativo, generando in questo modo un impatto di lungo periodo sull’ambiente circostante e avviando processi di rigenerazione urbana. L’intervento coinvolge una rete di attori molto ampia e variegata, da un lato fortemente radicata sul territorio e in possesso di conoscenze necessarie per il coinvolgimento della cittadinanza nel progetto, dall’altro ci avvaliamo di partner con competenze specifiche nell’ambito della sostenibilità, dello studio urbano e dell’abitare innovativo”.

“Ringrazio il Comune di Taranto – ha continuato – e Fondazione con il Sud, con la quale stiamo ultimando un progetto per il quale mi auguro si possa partire a breve, per aver voluto investire risorse su quella che è una scommessa che siamo intenzionati a vincere. Lavoreremo perché da San Gaetano possa partire un progetto di ricostruzione dell’identità locale, perché possa essere un luogo delle opportunità per tutti, a partire dai residenti”. E’ poi intervenuto il sindaco Rinaldo Melucci: “Quello di San Gaetano un bellissimo complesso che dovrà assumere mansioni molto prossime ai residenti, mai estemporaneee o legate a settori elitari della nostra città. Adesso dobbiamo solo essere vicini ai bisogni dei residenti, attenti affinché il centro storico diventi luogo vivo dove i giovani, le famiglie e le piccole imprese possano esprimersi al meglio. Il nostro problema non è soltanto quello di abbellire i luoghi, recuperare gli attrattori o convogliare flussi turistici e generare buona economia, ma di offrire opportunità per le famiglie di questo luogo. Vogliamo restituire al quartiere la dignità che gli spetta, a cominciare dalla gente che abita. Per tutto questo ringrazio don Emanuele Ferro e la Fondazione con il Sud, che è già partner di un altro grande progetto, quello di Palazzo Amati”.

“Adesso – ha continuato il primo cittadino – stiamo valutando come riprendere tutti i dossier che incagliati in questi mesi, a cominciare dalla Sisus con il lungomare che deve sorgere in via Garibaldi, con i palazzi storici che stanno andando in gara, con il Novelune e Troylo in rampa di lancio. L’ultimo step sarà a fine anno quando anno avremo le risorse necessarie per riportare in superficie il basolato di via Duomo e risistemare piazza Fontana e piazza Castello”. “Ci stiamo sforzando di portare il bello alla Città Vecchia – ha concluso Melucci, rivolgendosi ai numerosi presenti – Aiutateci a mantenere al meglio questi luoghi: solo così potremo essere sempre al vostro fianco!” “Devo fare i miei complimenti al sindaco – ha concluso Marco Imperiale, direttore di Fondazione con il Sud – per averci permesso di portare a termine questa iniziativa che è davvero un unicum e perchè è stato uno dei primi ad accogliere una sfida così ambiziosa. Ora quello che è più importante è coinvolgere la popolazione. Partiamo però con un vantaggio, in quanto ci sarà l’apporto di tanti operatori che vivono da sempre in questo quartiere e per il quale nutrono grande amore”. Momento particolarmente coinvolgente della serata è stata la rappresentazione da parte di studenti dell’istituto comprensivo Galilei-Giusti della favola popolare “Skuma” nella trascrizione di Giovanni Guarino. Prima dell’inaugurazione, a cura del Crest, partendo da largo Fuggetti per arrivare, transitando nell’ipogeo passo di ronda, a largo San Gaetano, si è svolta una suggestiva passeggiata per i vicoli, narrata da sei donne della città vecchia, emozionatissime in questa loro… prima volta.