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Il Sappe denuncia: «Sventato un raid punitivo di detenuti nel carcere di Taranto»

Detenuti baresi stavano per aggredire altri carcerati
Il carcere di Taranto

«Uno sparuto numero di poliziotti è riuscito nel primo pomeriggio di ieri 1 Luglio, ad evitare un sanguinoso confronto tra i detenuti baresi ristretti in una sezione detentiva che, si stavano preparando per una spedizione punitiva nei confronti di altri detenuti ristretti in altra sezione (di cui si sta accertando l’identità), forse per regolare dei vecchi conti oppure per rivendicare l’egemonia all’interno del carcere» di Taranto.

E’ quanto denuncia il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, che da mesi sta denunciando la situazione ogni giorno più esplosiva «a seguito del sovraffollamento di detenuti che ha ormai superato le 700 unità a fronte di 350 posti effettivi, a cui si contrappone un inadeguato numero di poliziotti penitenziari».

Solo «grazie alla professionalità ed intuito dei pochissimi poliziotti in servizio al terzo piano dei reparti detentivi – prosegue il Sindacato – composto da quasi 200 detenuti che, hanno notato strani movimenti ed un assembramento di detenuti che confabulavano tra di loro, si sono subito allertati ed utilizzando le telecamere situate nella sezione, hanno scoperto che alcuni detenuti stavano ricavando dei bastoni rudimentali dai tavoli in legno utilizzati per consumare i pasti. Così è scattato subito l’allarme che ha permesso l’arrivo di altro personale che, ha gestito la situazione sotto il controllo del dirigente e dal comandante del carcere Tarantino.

L’arrivo dei rinforzi della polizia penitenziaria sicuramente ha fatto desistere gli stessi dal portare avanti il loro piano scellerato che, avrebbe potuto provocare una tragedia immane. A conferma di ciò abbiamo avuto notizia che dopo una perquisizione effettuata nella sezione detentiva, sono stati rinvenuti diversi bastoni pronti all’uso proprio in un locale comune utilizzato dagli stessi».

Il SAPPE – conclude la nota – «Prima che accada l’irreparabile, invita le autorità cittadine (sindaco) di governo (prefetto) e responsabili delle forze dell’ordine, nonché politici regionali e nazionali, a porre l’attenzione sul carcere di Taranto, facendo pressione sul Ministro della Giustizia e sui vertici del DAP, poiché eventi critici importanti potrebbero avere effetti devastanti sull’ordine e la sicurezza pubblica, come peraltro accaduto a Foggia circa 2 anni fa, con la rocambolesca evasione di 73 detenuti».