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Aggressioni agli autisti e sassaiole contro i mezzi Amat, l’ira dei sindacati: ora basta

«Ok , adesso basta, quando è troppo è troppo! Autobus presi a sassate nel Quartiere Paolo VI, autisti che continuano ad essere vittima delle violenze, verbali ma molto spesso, purtroppo, fisiche. Allora? Che cosa vogliamo fare?».

Le segreteria Provinciale e Aziendale della Faisa Cisal di Taranto scendono in campo per esprimere tutta la propria preoccupazione, visti gli ultimi episodi di cronaca in cui sono stati convolti mezzi dell'azienda dei trasporti urbani Amat. 

«Siamo stanchi – scrivono – di assistere a questo lassismo da parte di chi deve tutelare i lavoratori, ci dispiace usare questi toni, ma non è possibile fare altrimenti! Qualora fosse necessario per porre fine alle ormai consuete sassaiole, concentrate in determinate zone, bisognerebbe intervenire inibendo la circolazione nei luoghi interessati, per dare un segnale deciso e definitivo, ma soprattutto condannare gli autori di questi gesti deplorevoli, non solo al pagamento dell’ ammenda per interruzione di pubblico servizio, ma al risarcimento di quanto distrutto finanche alla pena detentiva, piuttosto che l’interdizione dell’ uso del mezzo pubblico, nei casi più gravi».

«Giusto per fare un collegamento di cronaca analogo – prosegue la nota-, qualche tempo fa i sassi dai cavalcavia provocarono danni seri ai mal capitati, quindi immaginiamo cosa possa succedere ad un mezzo pubblico pieno di utenza qualora venga colpito l’autista, ragion per cui bisogna intervenire urgentemente per la risoluzione del problema. Ancora una volta siamo a chiedere la blindatura del posto guida per evitare il susseguirsi delle aggressioni, precisando che per blindatura s’ intende rendere sicuro il posto di lavoro con un adeguato sistema divisorio che possa impedire all’esagitato di turno, di poter raggiungere con pugni, schiaffi o peggio calci, gli operatori d’ esercizio. In riferimento all’ultima aggressione al capolinea di Città Mercato, oltre ad esprimere la nostra vicinanza al lavoratore, chiediamo alla società di predisporre le ultime fermate prima dei capolinea, in modo da non far sostare utenza e lavoratori nello stesso medesimo luogo, così da evitare che una volta giunti a capolinea si possa incorrere in questi incresciosi episodi. A tal proposito si prenda ad esempio il capolinea del CEP (Salinella). In fine si fa appello ancora una volta alle istituzioni, Comune , Prefetto, Spesal, dipartimento prevenzione, che i mezzi aziendali , quali strumenti di lavoro, non offrono le dovute garanzie e che in assenza di riscontro metteremo in campo azioni atte a pretendere quanto su riportato».