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Isolaverde, “Siamo costretti alla fame”

Sig. Angelo Labarbera, innanzitutto come sta?
Con le mani tra i capelli, non sappiamo più cosa fare per riavere il nostro lavoro.

Da quanto tempo fa parte degli organici di Isolaverde, e in quale ambito presta servizio?
Lavoro per la società partecipata da 11 anni, svolgo servizi di uscierato.

Prima che la situazione precipitasse, con la messa in liquidazione della società, come si svolgeva la sua giornata, quali erano i suoi orari di lavoro?
Ho sempre lavorato dalle 8 alle 14, per un totale di 132 ore al mese. Riuscivo a portare a casa uno stipendio di 1000/1150 euro al mese, netti. Ma poi tutto è cambiato con i contratti di solidarietà. La mia condizione, e quella dei miei colleghi è peggiorata.

Vogliamo spiegare che cosa significa lavorare in regime di solidarietà?
Significa lavorare per la metà del tempo: tre giorni alla settimana, per sedici ore complessive. Non avevamo più diritto alla mensa e naturalmente percepivamo la metà dello stipendio. 600 euro al mese circa. Si può vivere con una cifra del genere? Eppure in questo momento quei soldi sarebbero una manna. Non ci pagano da aprile. Immaginate cosa possa essere la vita per noi.

Ce lo racconti. Ci spieghi cosa significa, per un uomo come lei, che ha moglie e figli, non avere autonomia finanziaria. Come trascorre le sue giornate?
Le mie giornate sono scandite dalle preoccupazioni. Mi chiedo continuamente come farò a pagare le bollette dell’acqua, della luce e del gas. Per non parlare delle tasse. Anche il carrello della spesa è diventato più leggero, dobbiamo contenere gli acquisti al supermercato. Ma senza mangiare come si fa? La moglie di un collega che è qui con me sul tetto ha un grave problema di salute ed ha bisogno di cure e controlli medici costanti. Mi dite voi come si fa?

Lei non ha nessuno che può aiutarla?
Non ho parenti né amici che possano aiutarmi, anzi sono io a dover aiutare mio figlio. Ho tre figli, sposati, due sono autonomi e vivono fuori con le loro famiglie. L’altro è qui a Taranto, è sposato anche lui ed ha una bambina. Recentemente ha subito un delicato intervento chirurgico. Tempo fa ha chiesto un prestito in banca per l’acquisto di una casa e io mi sono offerto come garante, all’epoca lavoravo. Ora anche mio figlio è disoccupato e non può far fronte ai suoi impegni, così sono costretto ad aiutarlo io. Mia moglie lavora e dalla cifra che guadagna sottraiamo i soldi che servono a mio figlio. Immagini cosa ci resta per vivere.

Che clima avverte in città rispetto al problema di Isolaverde?
Solo indifferenza, della popolazione e delle istituzioni. Questa mattina il Presidente Tamburrano è venuto qui sul tetto, per incontrarci. Ci ha detto che il problema potrebbe risolversi se alcuni di noi potessero riprendere servizio presso una partecipata del Comune.

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