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Le risposte che vogliamo. Taranto come la tela di Penelope

Se da una parte proprio oggi Taranto e Matera hanno siglato un importante accordo per realizzare un invitante percorso turistico-culturale, dall’altra abbiamo dovuto registrare la notizia (che abbiamo pubblicato ieri) del dimezzamento dei fondi che dovrebbero dare sostanza al decreto Salva Taranto.

Come la tela di Penelope: si tesse e si disfa.

Eppure proprio la seconda parte del Salva Taranto doveva – e deve – essere la linfa per disegnare una nuova prospettiva per la città, che non può più essere legata in via esclusiva al destino della grande industria.

Taranto, pur restando la più grande città industriale del Mezzogiorno, ha urgenza di innescare ulteriori meccanismi di sviluppo che facciano leva sulla valorizzazione delle sue ricchezze storiche e culturali. Ma se proprio le risorse destinate a queste nuove vie di crescita vengono sacrificate, c’è da chiedersi quali siano le reali possibilità che si vogliono attribuire a Taranto. Chissà che Renzi ed Emiliano non diano qualche risposta proprio sabato all’inaugurazione della Fiera del Levante.

Taranto pretende chiarezza. 

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile