x

x

Le unioni civili dividono il Pd

Quello delle unioni civili è un tema che rischia di produrre più contraddizioni che consensi all’interno del Partito Democratico. Il contrasto stridente tra la linea politica del partito e l’operato del gruppo Pd all’interno del consiglio comunale è emerso con estrema chiarezza nel dibattito che si è svolto ieri sera alla Festa dell’Unità, in Villa Peripato.

Un dibattito piuttosto vivace al quale hanno partecipato Daniele D’Elia, docente dell’Università di Bari, Miki Formisano, presidente dell’associazione T Genus, e Giada Marzo, presidente dell’associazione Tacco Cento. E veniamo alla questione di fondo: è stato proprio il Pd a presentare al Comune un progetto per l’istituzione del registro delle unioni civili, ma la proposta si è inspiegabilmente arenata nella commissione Affari Generali, presieduta proprio da un consigliere del Pd, Michele De Martino.

Una situazione che anche ieri sera ha provocato un visibile imbarazzo ed è toccato al segretario provinciale del partito, Walter Musillo, spiegare come in altre realtà come Manduria  e Statte, ad esempio, il registro delle unioni civili è stato istituito da tempo proprio grazie all’azione politica del Pd. Sui ritardi al Comune di Taranto, Giada Marzo ha ipotizzato che il pedale del freno sia pigiato da «egoismi e rivalità personali». Insomma, un caso politico vero e proprio che ha spinto il presidente del partito, Ennio Pascarella, ha spazzare gli indugi con una proposta mirata a scavalcare le lentezze politiche e amministrative: «Avviamo una petizione popolare e liberiamo gli stessi consiglieri comunali da ogni vincolo con le scelte politiche del partito. Lasciamo a ciascuno libertà di agire secondo coscienza». Singolare che proprio al dibattito inaugurale della Festa dell’Unità, guarda caso, non si sia visto nessun consigliere comunale dei Democratici.

L’incontro è stato comunque una buona occasione per chiarire gli ambiti delle unioni civili, che talvolta erroneamente vengono considerate una questione di esclusivo interesse delle coppie omosessuali mentre invece riguardano tutte le coppie di fatto, a prescindere dagli orientamenti sessuali. Molto toccanti le testimonianze di Formisano e Marzo che hanno sgomberato il campo da ogni dubbio: «Taranto non è una città omofoba».

Enzo Ferrari
Direttore responsabile