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Liquidità per l’ex Ilva, Fiom Cgil: tocca a Invitalia fare ora le scelte

Per il sindacato bisogna affrontare anche il problema della crisi energetica e della risalita produttiva dello stabilimento di Taranto
L'ex Ilva

“L’ennesimo intervento del governo lascia uno spazio di manovra ad Invitalia che dovrà fare delle scelte per garantire una liquidità ad Acciaierie d’Italia ed affrontare il problema della crisi energetica e della risalita produttiva dello stabilimento di Taranto”.

E’ la posizione espressa dala Fiom Cgil a proposito del Dl Aiuti Bis che autorizza Invitalia ad intervenire sino ad un miliardo per l’ex Ilva. Per i metalmeccanici Cgil, dice Francesco Brigati, “bisognerebbe discutere nel merito, avviando un focus specifico, per la risoluzione delle problematiche inerenti gli interventi e gli investimenti necessari per le manutenzioni ordinarie e straordinarie che continuano a subire ritardi e ad avere anche un impatto negativo sia dal punto di vista della sicurezza per i lavoratori che per l’ambiente”.

“Inoltre – rileva la Fiom Cgil – andrebbe rivisto l’utilizzo della cassa integrazione troppe volte utilizzata per trarne un beneficio sull’abbattimento del costo del lavoro e che puntualmente vede rinviare interventi sugli impianti per assenza di personale o mancanza di ricambistica”.

Secondo la Fiom, “non è accettabile una gestione della fabbrica che rifiuta il confronto con le organizzazioni sindacali così come è inaccettabile la gestione del personale incapace di utilizzare e valorizzare le risorse umane che garantiscono la produzione e le attività per tenere in vita lo stabilimento.

Nella vertenza ex Ilva – sostiene la Fiom – vi sono stati troppi interventi del Governo con decreti d’urgenza finalizzati a garantire solo la continuità produttiva dello stabilimento siderurgico senza mai definire una vera e propria mission che potesse traguardare obiettivi chiari sia in termini ambientali che occupazionali”.